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In Europa si va al doppio della velocità: lo storico record fallimentare delle italiane in Champions

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Redazione TMW
Oggi alle 06:55Altre Notizie
autore Redazione TMW
15.10.2026 06:55Altre Notizie
Serata nera per il calcio italiano, travolto dai ritmi e dal pressing europeo. Inter, Napoli e Roma pagano la mancanza di passo, il Como combatte a viso aperto in Olanda ma si arrende alla spietatezza del Feyenoord.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Profondo Rosso Italiano: la lezione d’intensità che l’Europa infligge alla Serie A

Un martedì e un mercoledì da incubo hanno sancito un verdetto storico, quanto spietato, per il nostro calcio, per la prima volta nella storia della Champions League, quattro squadre italiane su quattro hanno perso nello stesso turno. Il bilancio complessivo della seconda giornata parla chiaro, ma a far paura non sono solo i numeri o i gol subiti, bensì il modo in cui queste sconfitte sono maturate.
Squadre considerate storicamente di secondo piano a livello europeo come Feyenoord, Club Brugge e Villarreal CF hanno letteralmente surclassato le nostre big, la sconfitta della Roma è da analizzare a parte perchè i giallorossi hanno dominato la partita fino a pochi minuti dalla fine quando c'è stato il black out fatale. La motivazione risiede in un gap evidente e preoccupante, la superiore intensità di gioco e la velocità della palla degli avversari.

I verdetti del campo: ritmi insostenibili per le nostre big

L'analisi dei singoli match mette a nudo la lentezza strutturale del calcio italiano rispetto ai ritmi continentali:
• Inter - Club Brugge 3-4: A San Siro è andato in scena un crollo clamoroso, i nerazzurri sono stati surclassati dalle transizioni fulminee dei belgi, guidati da un Nicolò Tresoldi in stato di grazia. Quando il Brugge verticalizzava, la difesa interista semplicemente non riusciva a tenere il passo della palla.
• Villarreal - Napoli 3-1: Dopo un buon avvio, il Napoli di Allegri è letteralmente uscito dal campo, il "Sottomarino Giallo" ha aggredito ogni portatore di palla azzurro, muovendo il pallone a un numero di tocchi ridottissimo e mandando in tilt la retroguardia italiana.
• Roma - Real Madrid 3-4: Sebbene il Real Madrid non sia una provinciale, le modalità della sconfitta giallorossa confermano il trend. Avanti 3-1 fino all'83°, la Roma si è spenta fisicamente ed è stata travolta dall'intensità d'urto madridista in un finale da incubo, anche se è inccettabile, e Gasperini si è infuriato per questo, prendere 3 gol in pochi minuti e da palla inattiva.

Il paradosso Como: l'eccezione che conferma la regola

In questo scenario desolante, l'unica squadra italiana che ha provato a proporre un calcio moderno, coraggioso e genuinamente "europeo" è stata il Como di Cesc Fàbregas.
Sul caldissimo prato del De Kuip, i lariani hanno giocato a viso aperto contro il Feyenoord, affrontando gli olandesi sul loro stesso terreno, pressing alto, fitta rete di passaggi di prima e ricerca costante della verticalizzazione.
Tuttavia, il verdetto finale ha premiato il Feyenoord per 3-2. Il Como ha pagato a caro prezzo l'inesperienza e qualche fisiologico errore individuale (come l'autogol di Sanchez), ma l'atteggiamento della squadra di Fàbregas resta l'unico raggio di luce tattico. Da non trascurare l'infortunio di Diao dopo il gol del vantaggio, con lui in campo forse sarebbe stata un'altra partita.
Il Como ha comunque dimostrato di avere le idee giuste per stare in Europa, anche se la spietata intensità degli olandesi alla fine ha fatto la differenza.

Un campanello d'allarme per la Serie A

Se le squadre della classe media europea riescono a imporre il proprio ritmo contro le corazzate del nostro campionato, significa che il problema è culturale. In Italia si specula e si rallenta; in Europa si corre e si verticalizza. Se il calcio italiano non adeguerà rapidamente la propria intensità e la velocità di circolazione della palla, questo record negativo rischia di non rimanere un caso isolato.

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Immagine editoriale di Lorenzo Di Benedetto
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