Difesa da brividi? No, attacco mostruoso: il Barcellona manda un segnale a tutti in Champions
Dopo i primi 45 minuti di Barcellona-Newcastle si poteva fare l'errore di pensare: il Barcellona produce tanto lì davanti, ma quanto soffre le folate offensive degli avversari? Un paio di amnesie difensive infatti avevano portato la squadra inglese a riprendere per due volte i blaugrana. Che però dal primo all'ultimo minuto hanno giocato con un'unica missione: segnare, segnare e ancora segnare.
La squadra di Flick è un'autentica macchina da gol e stasera al Newcastle ne ha fatti 7, che potevano essere 8, 9 o 10. Alla fine del match Raphinha ha sottolineato l'importanza di regalare ai propri tifosi una serata così nel Camp Nou recentemente tirato a lucido. Quella di voler portare nuovi trofei nella nuova casa è una motivazione aggiuntiva e le big di Champions sono avvisate. Lo scorso anno infatti i catalani giocavano le partite casalinghe da ospiti, a Montjuïc.
Da Raphinha a Lamine Yamal, da Lewandoski a Fermin Lopez: nello spartito di Flick tutti gli interpreti offensivi trovano il modo di esaltarsi. Poco importa se c'è chi, soprattutto in Italia, alza il sopracciglio di fronte ad una fase difensiva meno attenta. Il Barcellona viaggia con la propria filosofia, difendendo in maniera differente, nella metà campo avversaria e con un pressing organizzato che ha pochi eguali, così i rivali arrivano a fare erroracci come quello commesso da Ramsey per il definitivo 7-2. Il Barcellona a metà marzo si ritrova dunque primo in Liga ed ai quarti di Champions, con possibile derby contro l'Atletico Madrid all'orizzonte,











