La FIFA licenzia il suo n° 3: Kevin Lamour aveva accusato Infantino di averlo "ingannato"
La bufera interna alla FIFA legata al progetto di privatizzazione voluto da Gianni Infantino continua a produrre conseguenze. Il massimo organismo calcistico mondiale ha infatti deciso di interrompere il rapporto professionale con Kevin Lamour, il direttore operativo che nelle scorse settimane aveva criticato apertamente il presidente italo-svizzero arrivando a dichiararsi "ingannato" dalla gestione dell'operazione.
La decisione è stata comunicata attraverso una lettera inviata dal segretario generale Mattias Grafström ai vicepresidenti e ai membri del Consiglio FIFA. "La FIFA conferma che il rapporto di lavoro tra la FIFA e Kevin Lamour, nella sua qualità di direttore operativo, è terminato il 17 agosto 2026", si legge nel documento.
Grafström ha parlato di una separazione concordata tra le parti, ringraziando Lamour per il lavoro svolto dal suo arrivo, nel novembre 2024, e per il contributo dato durante una fase caratterizzata da numerosi cambiamenti all'interno dell'organizzazione. Il dirigente francese, però, era diventato una delle figure più critiche nei confronti della strategia di Infantino dopo la proposta di creare una struttura commerciale privata legata alla Coppa del Mondo e aprire il capitale dell'evento agli investitori. Un piano dal valore stimato di circa 20 miliardi di dollari che aveva scatenato la dura reazione di diverse confederazioni, in particolare la UEFA, arrivata a minacciare un possibile boicottaggio degli eventi FIFA.
Lamour, 45 anni, era stato per anni vicino a Infantino e aveva contribuito alla sua elezione alla presidenza FIFA nel 2016. Prima dell'ingresso nel mondo del calcio aveva lavorato in ambito politico come collaboratore dell'allora presidente UEFA Michel Platini. Dopo l'esplosione delle polemiche, Lamour aveva accusato la leadership FIFA di scarsa trasparenza nella gestione del progetto, sostenendo che i dipendenti dell'organizzazione "meritassero qualcosa di meglio del disprezzo e dell'intimidazione". "Se questo significa perdere il mio lavoro, così sia", aveva dichiarato.






