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L’Inter è tornata la migliore: ma per lo scudetto non è sufficiente. Perché il Milan è davvero in vantaggio. La Juventus rimane di Andrea Agnelli, ma occhio alle spinte interne. Napoli autolesionista

autore
Tancredi Palmeri
mercoledì 20 aprile 2022, 07:06Editoriale
autore Tancredi Palmeri
20.04.2022 07:06Editoriale
FotoTUTTOmercatoWEB

L’Inter è tornata la migliore squadra del campionato, come lo era stata incontrovertibilmente per 5 mesi su 7. Lo dice come ha vinto il derby, più che la vittoria stessa: azzannando avversario e partita dall’inizio, utilizzando al momento giusto l’arte della sofferenza appresa allo Juventus Stadium, di nuovo non facendosi prendere dal timore ma ritornando poi a spingere sulla qualità che le è propria e la contraddistingue.
E dunque, è sufficiente per farne la favorita per lo scudetto, tanto più che è quella con il destino nelle proprie mani? Per niente. Per due motivi.

Primo: questo derby giocato in maniera eccellente rischia di pesare subito. La Roma verrà a Milano avvelenata per le polemiche arbitrali, e potete stare sicuri che a Mourinho bruci particolarmente la doppia sculacciata contro l’Inter tra coppa e campionato, zero gol fatti e cinque subiti. Lo scudetto dell’Inter si gioca nei prossimi 7 giorni: se fa 9 su 9 in una settimana contro Roma, Udinese e Bologna, allora sì è favorita. Ma sarà difficilissimo, con le fatiche si accumuleranno per giocare ogni tre giorni contro avversari assolutamente agguerriti. E poi, l’Inter avrà la finale di Coppa Italia a due giornate dalla fine del campionato, contro un avversario asfissiante che sia la Juventus o la Fiorentina.

In definitiva: l’Inter gioca tre partite più del Napoli, due più del Milan. Quindi, essere migliori non è sufficiente: ogni partita è una guerra di nervi.

E il Milan? Questo lisciebbus sicuro lascia i segni. Ma adesso è materiale per Pioli per giocare sull’adrenalina: anche perché il Milan in verità ha giocato meglio che nel derby vinto, con una buona reazione nel Primo Tempo, prima di farsi scorticare nel Secondo Tempo. Dovrà fare 180 minuti in meno il Milan: gli ‘basta’ affrontarli partita a partita, isolandosi.
Chi rischia di essere isolato, ma per ora non lo è, è Andrea Agnelli alla Juventus. Le spinte centrifughe all’interno della famiglia per scalzarlo esistono, ma Agnelli ha sette vite. Certo qualcuna l’ha consumata, c’è l’inchiesta Prisma, ma dopo aver sacrificato Paratici per salvarsi la pellaccia, hai visto mai che non lo faccia anche per Allegri cambiando idea su Conte…

Chiusura sul Napoli: capolavoro di autolesionismo di squadra e ambiente. Hanno avuto talmente poca fiducia, che anche la squadra è sembrata non crederci più. Classica situazione in cui Spalletti va in ebollizione.

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