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Torna l'incubo ultrà in Europa? La verità sulla guerriglia di Napoli. Bisognerebbe gestire e non vietare, ma è molto più difficile

Torna l'incubo ultrà in Europa? La verità sulla guerriglia di Napoli. Bisognerebbe gestire e non vietare, ma è molto più difficileTUTTO mercato WEB
© foto di Lorenzo Di Benedetto
sabato 18 marzo 2023, 08:10Editoriale
di Andrea Losapio

C'è un nuovo rischio hooligans in Europa? Dopo tanti anni di situazioni abbastanza tranquille, l'ultima tornata d'Europa pare abbia fatto vivere un focolaio abbastanza diffuso di scontri all'interno delle città. Mercoledì è stato il tempo dei tifosi dell'Eintracht a Napoli, con le immagini di Piazza del Gesù Nuovo che sono diventati virali praticamente in tutta Europa. Poi a San Sebastian ci sono stati altri scontri, con due feriti, per la sfida fra Real Sociedad e Roma. Lasciando perdere quel che è capitato a Sivas, in Turchia, con Bianco che è stato aggredito nel momento di esultare da Muhammet Enes Çiloğlu, professione tifoso, sentito oggi dagli inquirenti in Turchia. È davvero così? Gli stadi sono tornati insicuri? Situazioni al limite succedono ogni settimana in Champions, Europa e Conference, ma solo quando ci toccano da vicino diventano giganti dai piedi d'argilla.

Perché da noi è molto più semplice vietare che non affrontare il problema. Quello che è successo a Napoli è l'evidente inadeguatezza di uno Stato che preferisce, ogni volta, mettere la testa sotto la sabbia. Poi, quando succedono cose come con Eintracht e Napoli (a Francoforte era successo poco e nulla, a dir la verità) puntare il dito, proporre la situazioni più semplice, cioè quella di non farli partire. I fatti: intorno alle 19.10 arrivano circa 400 tifosi dell'Eintracht alla Stazione Centrale di Napoli. Tutti (tutti!) vengono identificati e perquisiti, poi fatti salire sugli autobus che li portano all'hotel sul Lungomare Caracciolo, il Royal Continental. Fino a qui tutto bene, anche perché i tifosi vengono praticamente bloccati in una strada e tenuti sott'occhio, con qualche tentativo di incursione da parte dei napoletani. La situazione alla sera prima è tranquilla, ma parlando con i carabinieri c'è chi è sicuro: "Il problema sarà domani, perché non possiamo tenerli qui e anche loro potranno spostarsi".

Con queste premesse è quanto incredibile quanto è successo. Perché allo scoccare del mezzogiorno del mercoledì, i tifosi dell'Eintracht hanno incominciato a muoversi, tutti insieme, in un corteo. Va detto che il corteo magari non era stato autorizzato, ma la possibilità di muoversi c'era e la polizia è sembrata quasi spiazzata dal fatto che rimanessero tutti insieme, in un lungo serpentone che voleva raggiungere lo stadio del Napoli prima, il Murales di Maradona poi. Le Forze dell'Ordine si sono trovate così a inseguire, senza avere bloccato adeguatamente il traffico - con tutti i tifosi che di fatto scartavano auto, oppure motorini - e senza nessuno a capo. Dopo avere fatto il giro della Villa Comunale, costretti da carabinieri e polizia a deviare il percorso, sono passati nelle vie e nelle piazze più belle di Napoli. Via Chiaia, Piazza Trieste e Trento, Municipio, via Medina. Qui c'era già più organizzazione e alla fine c'è stata la scelta di portarli in Piazza del Gesù Nuovo, per gestirli al meglio.

C'è un equivoco di fondo: la piazza è vicinissima a una sede dei tifosi del Napoli che, probabilmente, si sono sentiti oltraggiati per il corteo dei tifosi dell'Eintracht. Anche perché prendevano e buttavano per terra cellulari di chi riprendeva, ma c'è stata anche una scaramuccia con un ragazzino. A quel punto nel pomeriggio c'è stato il tentativo, da parte degli ultras napoletani, di arrivare allo scontro con i "colleghi" tedeschi. Questo ha procurato cariche della polizia, sia da una parte che dall'altra, sia per reprimere l'agguato napoletano, sia per l'eventuale rabbia dell'Eintracht. Ricapitolando: il corteo ha provocato la rabbia dei napoletani che hanno cercato il contatto, portando poi alle cariche della polizia e tutti i danni - per circa due milioni di euro - che ne sono conseguiti.

Non ci sono buoni, in questa storia. Tutti hanno i loro problemi, le loro ragioni (almeno dal loro punto di vista) e i propri errori. Perché poi, post partita, c'è stata una sassaiola con sampietrini verso il Lungomare per cercare di arrivare nuovamente al contatto, per avere una rivincita sui fatti del pomeriggio. La Polizia ha utilizzato lacrimogeni e idranti per cercare di disperdere i facinorosi. C'è poi la questione dei tifosi bergamaschi che tenuto banco per quasi tutto il giorno, con numeri altissimi messi in campo e che nessuno è riuscito a confermare. Sicuramente ce n'erano, soprattutto per una questione logistica e per evitare la barriera linguistica, ma nessuno pare coinvolto negli scontri.

Rimane comunque un mercoledì di disordinata follia, con l'Italia che non fa una bella figura. Se è vero che anche i tifosi dell'Eintracht avrebbero potuto comportarsi diversamente, il clima è stato ulteriormente acceso dai divieti. Perché bisognerebbe gestire e prendersi delle responsabilità, eventualmente, successive, che non vietare per poi dire, a scontri compiuti e curva ospiti vuota, "avevo ragione io". Perché non serve davvero a niente. La prossima sarà Roma-Feyenoord, chissà come finirà.

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