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Juve, serve una nuova rivoluzione. Portiere, regista e bomber, tre necessità. Dopo il fallimento di Giuntoli bocciate anche le scelte di Comolli. E se tornasse Conte? Bastoni e la condanna dei tifosi

Juve, serve una nuova rivoluzione. Portiere, regista e bomber, tre necessità. Dopo il fallimento di Giuntoli bocciate anche le scelte di Comolli. E se tornasse Conte? Bastoni e la condanna dei tifosiTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
Luca Calamai
ieri alle 23:30Editoriale
Luca Calamai

La Juve continua a precipitare. Senza paracadute. La disfatta di Istanbul si specchia nella Waterloo in campionato contro il Como. Sette gol incassati in due gare. Un dato da paura. La famiglia Agnelli può permettersi di non partecipare alla prossima Champions? Sarebbe un bagno economico devastante dopo i continui rilanci degli Elkan degli ultimi tempi. Di sicuro tra pochi mesi sarà necessaria una nuova rivoluzione. Che dovrà partire dalla valutazione che la proprietà farà dei quadri dirigenziali. Giuntoli aveva fallito. Ma Comolli non sta facendo meglio, anzi. Scelte di mercato sbagliate, montagne di soldi buttati via. E la Juve ha una squadra da ricostruire. Partendo dal portiere e finendo con il centravanti. Elkan continuerà a dare credito all’attuale gruppo dirigenziale? Credo che qualche domanda il proprietario della Juve se la dovrebbe fare. Guardando a come l’Inter ha vinto rimettendo a posto i conti e a come stanno risalendo Milan e Roma.
Dicevamo, la squadra è da ricostruire. De Gregorio non è mai stato un portiere da Juve. Anni fa l’idea era quella di riportare Donnarumma in Italia. Progetto oggi impossibile. Il nuovo talento è Carnesecchi ma per strapparlo all’Atalanta servono tanti soldi. Poi non può esserci una squadra da Champions senza un grande bomber. Con Vlahovic è tutto un mistero. Per riconquistarlo la società bianconera dovrebbe pagare a peso d’oro lui e i suoi agenti. Ma siamo poi sicuri che Vlahovic sia la stella di cui la Juve ha bisogno per tornare tra le grandi d’Europa? Poi, serve un leader in mezzo al campo. Un riferimento tattico e caratteriale. Una figura non facile da trovare. Ma indispensabile.


Resta infine il capitolo allenatore. Non è un tema primario. Prima viene la dirigenza, il gruppo di comando. Spalletti sta lavorando tra mille difficoltà. Ha cercato di far crescere alcuni giocatori ma le carenze di questa Juve sono strutturali. Non mi sorprenderei se per aprire un nuovo ciclo la famiglia Elkan andasse a bussare alla porta di Antonio Conte, uno che ha la Juve nel cuore e sulla pelle. Lui è uno che incide nelle scelte e potrebbe aiutare i dirigenti nella costruzione della squadra.
Il disastro della Juve si specchia nel trionfo del Como. Quando si cresce velocemente ci sono dei naturali momenti di crisi. La sconfitta casalinga contro la Fiorentina è stato solo un passaggio a vuoto. Fabregas ha costruito una fantastica macchina da calcio che nel tempo potrà solo crescere. Merita solo applausi. Portare questo Como in Europa darebbe lustro al nostro vecchio calcio italiano. Perché ci sono talenti esplosivi e anche tante idee nuove dal punto di vista tattico. Il Como è oltre il tiki-taka che pure Fabregas ha conosciuto.
La delusione Champions non ha mandato in tilt l’Inter versione campionato. La squadra di Chivu con i tre punti di Lecce dimostra di non avere rivali in Italia. Di avere le mani sullo scudetto. Nessuna piccola frenata, nessun riflesso negativo per l’assenza dell’infortunato Lautaro, nessuna distrazione pensando alla gara di ritorno con il Bode. In Serie A la squadra nerazzurra è un martello che non sbaglia un colpo, che non sottovaluta nessuna sfida, che non molla la presa fino a quando non ha messo il suo avversario in un angolo. La vittoria di Lecce permette all’Inter di arrivare con la testa giusta alla gara di ritorno di Champions. La qualificazione è tutta da giocare. Anzi, mi verrebbe da dare il 51% di possibilità di passare il turno proprio ai nerazzurri. A Lecce Basgtonbi è stato fischiato per tutta la garfa. Il gesto di slealtà contro la Juve del difensore nerazzurro non è stato punito dai giudizi sportivi ma dal tifoso comune. Ed è una condanna caro Bastoni che fa ancora più male.

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