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Vergogna Var. La Penna merita un lungo stop. Bastoni una simulazione da arrossire, un giocatore così non merita la Nazionale. Pio Esposito e l’orgoglio della Juve i sorrisi del derby d’Italia

Vergogna Var. La Penna merita un lungo stop. Bastoni una simulazione da arrossire, un giocatore così non merita la Nazionale. Pio Esposito e l’orgoglio della Juve i sorrisi del derby d’ItaliaTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
Luca Calamai
Oggi alle 00:30Editoriale
Luca Calamai

Ora basta. Cancelliamo il Var se deve produrre simili vergogne. Il secondo giallo che ha portato all’espulsione di Kalulu è una clamorosa sconfitta per il calcio. Una ferita che colpisce tutti. Il protocollo di questo ridicolo Var non permette di intervenire in questi casi? E allora va cambiato subito. Perché questo triste episodio ha rovinato il derby d’Italia. Il signor La Penna ha commesso un errore clamoroso. Mi chiedo come non si sia insospettito davanti alla disperazione del difensore bianconero. Possibile che abbia pensato che fosse solo una sceneggiata? Non gli è venuto il dubbio di andarsi almeno a confrontare con il guardalinee che copriva quella zona? La Penna merita un lungo stop. Il designatore Rocchi è sempre più in difficoltà con questi arbitri mediocri. Che per colpa del Var hanno smesso di arbitrare, di usare anche l’istinto per capire le varie situazioni. Ora basta. Basta anche con i simulatori. Bastoni è orgoglioso di quello che ha combinato? Non ha avuto nemmeno per un attimo la tentazione di confessare al direttore di gara che il contatto non c’era stato? Chivu da uomo intelligente lo ha sostituito nell’intervallo. Un’espulsione morale. Ma non basta. Un giocatore così non può vestire la maglia della Nazionale. Il cittì Gattuso, uomo di sport e di lealtà ci rifletta. E il presidente Gravina si faccia sentire. Non possiamo far finta di niente.

La partita dal mio punto di vista è puro contorno. L’Inter con la vittoria fa un passo avanti verso lo scudetto. Ma per me gli unici sorrisi li regalano la prodezza di Pio Esposito (che talento) e l’orgogliosa reazione di una Juve penalizzata in maniera clamorosa ma in partita fino al gol decisivo nei secondi finali. Spalletti ha cambiato anima alla squadra bianconera che però con questa sconfitta vede a rischio anche la qualificazione Champions.

Chissà quante volte la famiglia Percassi ha maledetto la scelta estiva di Juric. Per carità, non era facile andare oltre il Gasp. Faccia e motore del salto di qualità della Dea. I proprietari hanno cercato un sosia di Gasperini ma hanno puntato su quello sbagliato. Palladino è arrivato di rincorsa. Ha portato lavoro e idee. Il successo all’Olimpico contro la Lazio testimonia di un altro salto di qualità della Dea. Palladino poteva essere ferito dal divorzio di Firenze invece è tornato in pista ancora più determinato. E ora occhio a questa Atalanta che sta marciando a ritmi da zona Champions.

Un passo indietro. Torniamo al successo del Milan a Pisa. Alla magia di Modric. Che lezione sta dando a tutti questo eterno campione. Molti alla sua età e con la sua storia sarebbero andati a svenare tra gli sceicchi. Una montagna di soldi e un calcio di plastica. Che quasi offende l’albo d’oro di alcuni fuoriclasse. Modric ha scelto invece di restare nel calcio vero. Tra emozioni vere. Una grande lezione.
Chiudiamo con la Fiorentina che conquista tre punti preziosi in casa del Como. Tre punti d’oro nella faticosa rincorsa alla salvezza. Sta già funzionando l’effetto Paratici. Il nuovo direttore dell’area sportiva è riuscito a trasmettere al gruppo quella grinta e quella voglia di soffrire fondamentale quando navighi in certe zone di classifica. Nel calcio, come in altre aziende, quelli bravi fanno la differenza.

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