Bari, rivoluzione totale: via Vivarini e Magalini, arriva Longo. L'era LDL è pronta chiudersi?
Quella concretizzatasi oggi è una scossa profonda per il Bari di Luigi De Laurentiis. Dopo la sconfitta contro la Juve Stabia e con una classifica sempre più allarmante che ha visto i biancorossi scivolati al penultimo posto in Serie B, la società ha deciso di azzerare l’area tecnica. Vincenzo Vivarini è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra, insieme al direttore sportivo Giuseppe Magalini.
Una scelta maturata alla luce di numeri impietosi: nessuna vittoria in otto partite di campionato sotto la gestione Vivarini, appena quattro punti conquistati, tre gol segnati e undici subiti. Un rendimento che non ha mai dato segnali di inversione, aggravando una situazione già compromessa. L’esonero arriva dopo una stagione complicatissima per il tecnico, reduce da due sole vittorie complessive in 22 gare ufficiali tra Pescara e Bari. Contestualmente, il club ha deciso di intervenire anche sul piano dirigenziale. Il rapporto tra Magalini, la tifoseria e l’ambiente era ormai logoro, come dimostrato dalle contestazioni ripetute al 'San Nicola' e in città.
In piena sessione di mercato invernale, il Bari ha scelto di voltare pagina affidando la guida tecnica a Moreno Longo, già allenatore dei biancorossi nella passata stagione.
Ironia del destino, Longo era stato portato a Bari proprio da Magalini nell’estate 2024. Questa volta, però, troverà una struttura diversa: Valerio Di Cesare, storico capitano biancorosso, è stato promosso direttore sportivo dopo aver ricoperto il ruolo di vice. A lui il compito di guidare l’area tecnica in una fase delicatissima, tra mercato e lotta per la salvezza.
Resta infine uno scenario che, sottotraccia, accompagna da tempo le vicende del Bari: quello societario. Questa ennesima scossa potrebbe non essere soltanto un tentativo estremo di salvare la stagione, ma anche l’ultimo atto di una gestione arrivata a fine corsa. La sensazione è che l’estate possa segnare un punto di svolta definitivo nei rapporti tra il club e la famiglia De Laurentiis, al timone ormai da molti anni e sempre più distante dal sentimento della piazza.











