Virtus Verona, dopo 44 anni Fresco passa il testimone. Chiecchi: "Gli alibi sono finiti"
È stato un fulmine a ciel sereno e per questo ha avuto ancor più il peso specifico di una notizia storica. Luigi Fresco non è più l'allenatore della Virtus Verona. Dopo 44 anni — e per la precisione dal lontano 1982, quando a soli 21 anni prese in mano le redini di una prima squadra già compromessa, il presidente-allenatore rossoblù ha deciso di fare un passo indietro dalla conduzione tecnica, affidando la panchina al suo vice Tommaso Chiecchi.
La scossa è arrivata all'indomani di una delle prestazioni più opache della stagione, che ha convinto Fresco, la dirigenza e lo staff che fosse il momento di cambiare. Non un addio totale — Fresco rimarrà nel club come vice allenatore e manager, oltre ovviamente a conservare il ruolo di presidente — ma comunque una svolta epocale per un sodalizio in cui la figura del suo fondatore era diventata sinonimo del club stesso.
LA STORIA
Per capire il peso di questa decisione, bisogna ripercorrere almeno a grandi linee quella che è stata la storia di Fresco con la Virtus Verona. Chiamato a guidare la prima squadra nella primavera del 1982, quando era già allenatore delle giovanili, nel primo anno retrocede — la situazione era già compromessa — ma l'anno successivo arriva la promozione in Seconda Categoria, primo passo di una scalata lunghissima. Il punto più alto arriva al termine della stagione 2012-2013, con la vittoria dei playoff nazionali di Serie D che regala il ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione. Poi ancora su, fino al ritorno tra i professionisti nel 2017-2018, e al miglior campionato di sempre nel 2022-2023: sesto posto e playoff, dove i rossoblù vengono eliminati al primo turno della fase nazionale dal Pescara.
Adesso il presente parla di una classifica difficile — la Virtus Verona è terzultima nel Girone A di Serie C — e di otto partite per ribaltare il verdetto del campo.
LA CONFERENZA STAMPA
Nella conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico, il direttore generale Diego Campedelli ha usato parole durissime per descrivere la situazione che ha portato alla svolta: "Dopo la partita di martedì abbiamo vissuto una notte e una mattinata di riflessioni su quella che era stata la prestazione, una delle più negative della stagione. Non solo per il risultato, ma soprattutto per l'atteggiamento, la voglia e il carattere mostrati in campo. Luigi Fresco ha avvertito di non riuscire a dare qualcosa in più alla squadra e ha deciso di fare un passo indietro, anche per provare a dare una scossa all'ambiente".
Il messaggio alla squadra è stato ancora più netto: "Mercoledì abbiamo riunito il gruppo e spiegato ai ragazzi che la responsabilità passa anche a loro. Chi crea alibi è un debole. Nella partita di martedì ho visto persone in campo e non uomini in una situazione così delicata. Ho chiesto alla squadra di dimostrare prima di tutto valore umano e spirito di sacrificio".
Sul fronte tattico e gestionale, Campedelli ha chiarito che Chiecchi avrà piena autonomia: "Tommaso gestirà metodologia degli allenamenti, tecnica, tattica e formazione. Ha carta bianca su tutto ciò che farà da oggi fino alla fine del campionato". L'ipotesi di un allenatore esterno non è mai stata presa in considerazione: "Non l'abbiamo fatto perché abbiamo piena fiducia in Tommy. La Virtus è un ambiente un po' atipico rispetto ad altre società: non sono sicuro che un tecnico esterno, in due mesi, avrebbe potuto comprendere pienamente situazione e ambiente".
Sul rapporto tra Fresco e il suo ex vice, il DG non ha dubbi: "Ci siamo parlati sinceramente. In questo momento Fresco fa il secondo allenatore e lo fa realmente come vice, mettendosi totalmente a disposizione di Chiecchi. Ritengo Fresco una persona intelligente: con questo passo si è messo completamente nella figura del vice allenatore e non più in quella di presidente-allenatore. È un gesto di grande amore verso la società".
Sulla classifica, infine, un obiettivo concreto: "Dobbiamo provare a fare tre punti in più di Pergolettese o Dolomiti Bellunesi nelle otto partite che restano. Non è semplice, ma con un atteggiamento diverso possiamo provarci".
LA PAROLA A CHIECCHI
Il neo tecnico non si è nascosto dietro le parole, anzi: "Adesso gli alibi sono finiti". Un messaggio diretto alla squadra, a se stesso e all'ambiente. Chiecchi conosce il club dall'interno da anni, ne condivide i valori e la cultura, ed è proprio questo — secondo la dirigenza — il valore aggiunto più importante in un finale di stagione in cui il tempo stringe e non c'è margine per errori.
Una nuova storia comincia, con l'obiettivo di non chiudere il capitolo più doloroso possibile per questa Virtus Verona: la retrocessione dalla Serie C. Otto finali, con una panchina nuova e la stessa, immutata, anima rossoblù.











