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Sono stato a Lissone, nella sala VAR, e ne sono convinto…

Sono stato a Lissone, nella sala VAR, e ne sono convinto…TUTTO mercato WEB
giovedì 11 gennaio 2024, 06:00L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

In occasione del lancio della nuova collezione Calciatori Panini 2023-2024, ho avuto modo di visitare l’International Broadcasting Center, il centro di produzione all’avanguardia di Lega Serie A, in quel di Lissone. Una volta di proprietà di Adriano Galliani, si tratta di un centro cablato da cui passa il 90% circa dei segnali audio televisivi in Italia. Di fatto, è il cuore pulsante della tecnologia applicata al calcio italiano. In effetti, entrando nelle varie stanze dedicate alle postazioni per le quattro persone dedicate ad ogni singola partita di Serie A (VAR, AVAR e due tecnici, questa è la squadra), si respira un’atmosfera particolare. Ci sono tantissimi monitor, una cura maniacale ad ogni dettaglio e, ovviamente, i mitici pulsanti di colore rosso e verde con cui la stanza VAR dialoga con l’arbitro in campo (e viceversa). Fuori dalle stanze, c’è un ulteriore controllo superiore dell’operato di ogni stanza. Non manca, ovviamente, la regia che distribuisce il segnale di ogni partita alla sala VAR corretta. Insomma, a livello tecnologico, non c’è nulla da eccepire. L’eccellenza è evidente, nessun dubbio a riguardo…
E allora perché così tanti dubbi sulla validità del VAR? Soprattutto nelle ultime settimane, si è assistito ad un’escalation di polemiche attorno al VAR, tanto che molti ne hanno messo in dubbio l’utilità e l’affidabilità. Essendo in Italia, la malafede è tornata prepotentemente in auge (opzione che non mi appartiene). Probabilmente si sta perdendo di vista un punto essenziale. Vero, la tecnologia è perfetta ma, seduti alle varie postazioni della sale VAR dell’International Broadcasting Center di Lissone, ci sono delle persone che, come tali, possono sbagliare. Ci è stato raccontato che un arbitro di fama mondiale ha sentenziato quanto segue: “Se la difficoltà di fare l’arbitro in campo è 10, quella come varista è 100”.

Non a caso, si stanno cercando di creare dei varisti veri e propri, non ex arbitri che si dedicano al nuovo (complicato) lavoro del varista ma persone che scelgono di intraprendere questa nuova carriera (impegnativa). Ci vorrà del tempo, come è normale che sia. Così come non sarà mai semplice trovare un equilibrio tra l’arbitro di campo e il varista. Collaborare per non sprofondare insieme: facile da dirsi, molto più arduo realizzarlo. Serve un ottimo rapporto tra le due figure chiave. Se uno cerca di prevalere sull’altro, il danno è dietro l’angolo…
Io continuo a ritenere il VAR necessario nel calcio d’oggi. Non si può e non si deve tornare indietro. Vero, gli errori ci sono e, onestamente, sono anche molto evidenti. Tuttavia, il VAR non è mai stato pensato come uno strumento infallibile, semplicemente perché governato da persone. In troppi hanno trovato nel VAR un nemico che, spesso, diventa un perfetto alibi. Prendo in prestito le parole di Aldair, un signore in campo: “Vero, in Inter-Verona il VAR ha sbagliato ma la palla è rimasta in gioco tanto tempo prima di finire in rete…”. Una prospettiva diversa, a volte, può servire…

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