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Che fine ha fatto... Rovini, da capitano in Nazionale a una nuova passione

Che fine ha fatto... Rovini, da capitano in Nazionale a una nuova passione
lunedì 22 marzo 2021 08:45La Giovane Italia
di La Giovane Italia
La Giovane Italia vi porta alla scoperta dei nuovi talenti del calcio italiano, raccontandovi ogni giorno, alle 8:45, le storie dei giovani di casa nostra e dei club che scommettono su di loro

Nuovo appuntamento della rubrica “Che fine ha fatto…”, un viaggio alla riscoperta dei talenti transitati dalle pagine dell'Almanacco LGI nel corso delle sue dieci edizioni. Protagonista di giornata è Emanuele Rovini, attaccante classe 1995 cresciuto nel settore giovanile dell’Empoli e presente sin dalla prima edizione del nostro Almanacco. Chi ci ricordava? Un grande bomber, anche lui ex Empoli e Udinese, come Antonio Di Natale.

Ciao Emanuele, hai vissuto i tuoi inizi nel settore giovanile dell’Empoli. Ci racconti come è iniziato tutto?
"Ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile dell’Empoli dai 13 anni circa fino ad arrivare a far parte della Primavera per due anni, con una maggiore continuità nel secondo anno. L’ambiente empolese lo considero adatto ad un ragazzo che vuole crescere e mi ha dato tanto nello sviluppo. In questo periodo però inizio ad avere i primi problemi di salute, in particolare con una fastidiosa pubalgia nel periodo in cui sono stato acquistato in comproprietà dall’Udinese. La società bianconera ha deciso così di farmi trasferire ad Udine per completare il ciclo di cure necessario e farmi entrare nel gruppo della Primavera, con la quale ho raggiunto la fase finale della Girone B. Sono rientrato ad Empoli, dove ho l’onore di essere aggregato in prima squadra in Serie A con mister Sarri senza mai scendere in campo. Così a gennaio ho deciso di trasferirmi alla Spal in Lega Pro per completare la stagione. Anche in questo caso, dopo 4/5 partite ha iniziato a risentire di problemi fisici, con una fastidiosa ernia che mi ha condizionato non poco".

Una carriera che, nonostante i problemi fisici, ti ha visto scendere in campo in tutte le categorie del professionismo.
Dopo essere rientrato ad Udine, mi sono trasferito alla Pistoiese in Lega Pro, dove ho trascorso tre stagioni intervallate dall’esperienza a Vercelli. Il periodo precedente di ripresa dall’infortunio è stato molto importante perché mi ha permesso di superare il dolore acuto che avevo e di rimettere piede in campo. Da gennaio che ho iniziato a raccogliere sempre più minutaggio, chiudendo però la stagione anzitempo per uno stiramento. L’anno successivo è sicuramente il più positivo in termini di presenze e gol nel calcio professionistico, raggiungendo per la prima volta la doppia cifra. Mi sono guadagnato così il salto di categoria con l’esperienza in prestito alla Pro Vercelli in Serie B. In questo contesto però, a causa anche del campo sintetico sul quale svolgevano gare e allenamenti, i miei problemi fisici si sono riacutizzati e perfino peggiorati. Col ritorno a Pistoia la situazione è rimasta la stessa: sono sceso in campo fino dicembre e successivamente ho subito un gravissimo infortunio al muscolo extra rotatorio dell’anca sinistra, dal quale ancora non mi sono ripreso nonostante varie operazioni (che hanno solamente peggiorato la situazione) e visite da specialisti internazionali".

Nel tuo passato, però, hai avuto l’onore di vestire la fascia di capitano nelle giovanili azzurre.
"Ho indossato la fascia durante il Torneo Algarve in Portogallo con l’Under 16. Fu un’esperienza davvero emozionante per me perché, oltre ad essere capitano della squadra, mi son fatto notare anche a livello internazionale. Infatti, son riuscito a mettere la mia firma per tre volte durante il girone con Israele, Portogallo e Olanda. Dopo non saprei dire cosa sia successo e perché sono uscito dal giro azzurro, nonostante in quel periodo avessi firmato il mio primo contratto da professionista a 16 anni e fossi stato cercato da club internazionali".

Ad oggi invece cosa fai e che obiettivi hai per il futuro?
"Come dicevo sono praticamente fermo da due anni a causa del sommarsi dei vari infortuni che ho avuto. Attualmente mi sto avvicinando al mondo dell’opinionismo sportivo e ho intenzione di aprire un mio canale Twitch dove parlare di calcio. È un qualcosa che per il momento mi sta interessando molto, vedremo col tempo come si potrà sviluppare questa idea".

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