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Che fine ha fatto... Speziale, dal Milan all'Eccellenza

Che fine ha fatto... Speziale, dal Milan all'EccellenzaTUTTOmercatoWEB.com
martedì 01 giugno 2021 08:45La Giovane Italia
di La Giovane Italia
La Giovane Italia vi porta alla scoperta dei nuovi talenti del calcio italiano, raccontandovi ogni giorno, alle 8:45, le storie dei giovani di casa nostra e dei club che scommettono su di loro

Nuovo appuntamento della rubrica “Che fine ha fatto…”, un viaggio alla riscoperta dei talenti transitati dalle pagine dell'Almanacco de La Giovane Italia nell'anno che segna la sua decima edizione. A farci compagnia nella giornata odierna è David Speziale, attaccante classe 1994 prodotto del settore giovanile del Milan, presente nelle prime due edizioni del nostro Almanacco. Chi ci ricordava? Il bomber blucerchiato Fabio Quagliarella

Ciao Alessandro, la tua crescita calcistica si compie all’interno del settore giovanile rossonero. Ci racconti la tua esperienza formativa all’interno dell’ambiente Milan?
"Ho avuto la fortuna di entrare a far parte dell’ambiente Milan quando ero molto piccolo e avevo circa 7 anni. Inizia tutto dalla squadra Pulcini fino ad arrivare alla Primavera. Sono stati anni molto intesi, in cui ne ho viste di ogni tipo e in cui ho avuto la fortuna di giocare con ragazzi che adesso sono in Serie A come Petagna e Cristante. Sono anni che mi hanno formato e che mi hanno fatto crescere e vivere esperienze non comuni per un ragazzo, ad esempio tornei in Europa e nel mondo. È una società esigente che ogni anno ti sottoponeva a provini e durante i quali ti dovevi confrontare con ragazzi di tutta Europa per mantenere il posto in squadra."

Come è proseguita la tua crescita dopo il Milan?
"L’addio al Milan è stato non voluto ma mi ritrovai ad entrare a far parte di uno scambio di mercato. Mi trasferii, infatti, a Lecce come contropartita tecnica nello scambio che portò Mesbah al Milan. Da questo momento per la mia carriera inizia una fase di discesa che mi porta a vestire diverse maglie in Serie C, quali ad esempio Pavia, Pistoiese e Lumezzane, per poi arrivare negli ultimi anni in Serie D. Sicuramente la mia carriera non ha rispettato le aspettative che si avevano su di me per demerito mio e anche un pizzico di sfortuna. Riconosco di non avere sempre dato il 100% e non essere riuscito sempre ad essere al massimo."

Hai avuto possibilità di vestire la maglia azzurra delle nazionali giovanili?
"L’esperienza rossonera mi ha dato la possibilità di partecipare ad un paio di raduni con la U15 e U16. È sicuramente una esperienza molto bella percorrere quegli ambienti, anche se non ho particolari ricordi relativi a quegli stage. Non nego però che mi sarebbe piaciuto far parte per più tempo del giro azzurro."

Quale è, invece, il tuo presente e quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
"Dopo gli ultimi anni trascorsi in Serie D, quest’anno ho scelto di scendere di categoria e vestire la maglia del Sant’Angelo, società di Eccellenza Lombardia. Si tratta di una scelta soprattutto logistica, scegliendo di non allontanarmi eccessivamente da casa perché ho sentito la necessità di iniziare a trovare un’alternativa valida alla carriera calcistica. A Sant’Angelo ho trovato una società ambiziosa, con strutture di livello e tanta voglia di fare bene, per cui magari in futuro faremo il salto di categoria insieme. Fuori dal campo ho seguito un master per diventare Personal Trainer, mia attuale occupazione lavorativa. Ho ritenuto opportuno iniziare a pensare al futuro per non dover arrivare all’età di 40 anni e dovermi reinventare lavorativamente. Si tratta di una valida alternativa per mettermi in gioco anche fuori dal campo, per poi in futuro provare ad intraprendere la carriera da preparatore atletico nel calcio. Credo molto nelle mie qualità e devo solo farmi trovare pronto quando sarà la mia occasione per togliermi soddisfazioni, che fino adesso non ho ottenuto pienamente".

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