Conferme dal Messico: la FIFA ha respinto la richiesta dell'Iran di non giocare negli USA
La partecipazione dell’Iran alla Coppa del Mondo è sempre più improbabile. Le ultime dichiarazioni rilasciate dalla presidentessa del Messico, Claudia Sheinbaum, hanno confermato che la FIFA ha respinto la proposta di spostare sul territorio messicano le partite della nazionale asiatica nella fase a gironi.
Di conseguenza, l’Iran dovrebbe disputare i propri incontri negli Stati Uniti contro Nuova Zelanda (15 giugno), Belgio (21 giugno) ed Egitto (27 giugno). Una prospettiva che entra in contrasto con la posizione delle autorità iraniane dopo le recenti tensioni militari con Washington. La condizione era stata posta dal ministro dello Sport iraniano, Ahmad Donyamali, che aveva chiarito che la squadra avrebbe partecipato al torneo solo giocando fuori dagli Stati Uniti. Dopo il rifiuto dell’organismo guidato da Gianni Infantino, lo scenario resta incerto e prende sempre più corpo l’ipotesi di una rinuncia.
Tra le possibili soluzioni allo studio della FIFA c’è quella di riassegnare il posto a un’altra selezione asiatica, come gli Emirati Arabi Uniti, per mantenere invariata la distribuzione dei posti continentali. Più complicata, invece, l’idea di uno spareggio straordinario intercontinentale (che potrebbe coinvolgere l'Italia), anche per la mancanza di date disponibili nel calendario internazionale.
Qualora l’Iran decidesse di non presentarsi, rischierebbe pesanti sanzioni, tra cui l’esclusione dalle qualificazioni al Mondiale 2030 e una multa. La decisione finale è attesa a breve, in un clima politico già teso, aggravato anche dalle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha invitato pubblicamente l'Iran a non partecipare al torneo.











