Adriano: "Moratti mi voleva aiutare di più, ma non ho voluto. Ronaldo? Non ne fanno più così"
“Moratti mi ha dato tantissimo, è un padre per me”. Nella chiacchierata con Pierluigi Pardo al Betsson.Sport Talks, Adriano ha raccontato il rapporto con l’ex presidente dell’Inter: “Quando ho avuto bisogno mi ha aiutato tantissimo e ha cercato di aiutarmi ancora di più. Ma io non ho voluto, questa è stata la verità. Lui c'è sempre stato. Anche per la mia famiglia: chiamava mia madre e mia nonna, sapeva che erano le persone più importanti per me. Io so che potevo fare ancora di più, però non c'era più Adriano. Per esserci l'Imperatore doveva esserci Adriano, con la testa giusta. E invece in certi momenti della mia vita non c'è stato, pensavo troppo a quello che è successo con mio padre. Non è una scusa, ma ha lasciato tristezza".
L’Imperatore ha poi nominato i giocatori dell’Inter che sente ancora di più: “Cordoba, Zanetti, Materazzi, Ventola, Seedorf. Sono loro quelli che vedo e sento di più”.
Qualche considerazione anche sul Brasile di inizio anni 2000, che avrebbe potuto vincere di più: “È difficile da dire. Non eravamo sempre al 100%. Agli allenamenti c’era sempre tanta gente, dava allegria ma toglieva concentrazione. C’erano Ronaldo, Ronaldinho, Kakà, io. Il calcio non è facile. Con un po’ di concentrazione in allenamento avremmo vinto di più. Ronaldo era un fenomeno, poco da dire. Secondo me non esistono più giocatori come lui e Ronaldinho. Kakà invece era più serio e tranquillo. Potevamo fare di più, sicuramente”











