L'aria di casa fa sempre bene: dall'omaggio di Alkmaar al gol, che notte per Koopmeiners
TMWCi sono luoghi che conoscono la versione migliore di noi, anche quando il resto del mondo sembra averla dimenticata. Per Teun Koopmeiners, Alkmaar è uno di questi. È la città in cui è cresciuto, dove ha imparato a giocare a calcio e dove ha cominciato a costruire quel sogno che lo avrebbe portato prima all'Atalanta e poi alla Juventus. Tornarci da avversario, dopo mesi di critiche e prestazioni lontane dalle aspettative, aveva già un significato speciale. Ma il destino ha voluto aggiungerci qualcosa. Prima lo striscione dei tifosi dell'AZ, "Due fratelli, un amore", dedicato a lui e al fratello Peer, capitano degli olandesi. Poi l'abbraccio ideale di uno stadio che non ha dimenticato il suo ragazzo, davanti a una quarantina di parenti e amici. Infine il gol, quello che sblocca la partita e sembra liberare anche qualcosa dentro di lui. Un sinistro preciso, quasi una firma lasciata sul prato di casa. Perché certe storie, per ricominciare, hanno bisogno di tornare dove tutto era iniziato.
Dal Koopmeiners smarrito a quello decisivo: la Juventus ritrova il suo centrocampista
Soltanto poche settimane fa, Koopmeiners sembrava destinato a vivere un'altra stagione ai margini. A fine agosto era scivolato in fondo alle gerarchie del centrocampo, appesantito dalle difficoltà di un'avventura juventina che non aveva ancora restituito neppure una parte dei 60 milioni investiti per acquistarlo. Poi gli infortuni, le nuove opportunità e soprattutto una risposta arrivata dal campo. Contro il Napoli era stato uno dei migliori, interpretando con personalità e intelligenza la mediana a due accanto a Douglas Luiz. Ad Alkmaar ha aggiunto il dettaglio che mancava: il gol. Ma sarebbe riduttivo fermarsi alla rete. L'olandese ha mostrato quella sicurezza nelle scelte, quella capacità di leggere gli spazi e di accompagnare l'azione che avevano fatto innamorare di lui il calcio italiano ai tempi dell'Atalanta. Non più un giocatore che sembra chiedere permesso alla partita, ma un centrocampista che prova finalmente a prendersela.
Alkmaar, il cerchio che si chiude: e se il vero Koopmeiners fosse finalmente tornato?
All'AZ, Koopmeiners aveva costruito le fondamenta della propria carriera, collezionando 154 presenze, 43 gol e 17 assist. Nell'ultima stagione in Eredivisie, la 2020/21, aveva addirittura segnato 15 reti, accompagnate da cinque assist. Numeri da centrocampista totale, capace di abbinare qualità, inserimenti e personalità. Proprio quella versione che la Juventus aveva creduto di acquistare e che a Torino si era vista soltanto a intermittenza. Il gol contro l'AZ è il secondo della sua stagione, il nono in bianconero e il primo in questa Europa League. Numeri ancora lontani da quelli che avevano accompagnato la sua esplosione, ma che oggi contano meno delle sensazioni. Perché la notte di Alkmaar non restituisce soltanto un gol alla Juventus: restituisce a Koopmeiners un pezzo della propria identità. Davanti al fratello, alla famiglia e alla gente che lo aveva visto diventare calciatore, Teun ha ricordato a tutti, forse anche a se stesso, perché fosse considerato uno dei migliori centrocampisti della Serie A. Una prestazione non basta a cancellare mesi di delusioni, né a giustificare improvvisamente un investimento così importante. Ma può rappresentare un punto di partenza. E forse non esisteva un posto migliore per ricominciare. A volte, per ritrovare la strada, bisogna semplicemente tornare a casa.






