L'azzurro può affossare o rilanciare: Spalletti e Gattuso, due modi diversi di uscire dal fallimento Italia
TMWLa Nazionale li ha messi in fila, uno dopo l’altro. E li ha restituiti al calcio dei club con lo stesso marchio addosso: quello del fallimento, della terza mancata qualificazione ai Mondiali. Luciano Spalletti ha lasciato l’Italia dopo il 3-0 in Norvegia che aveva compromesso il percorso; Gennaro Gattuso, chiamato al suo posto, non è riuscito a completare la rimonta ed è uscito dopo il disastro di Zenica. A distanza di pochi mesi, però, la Serie A racconta due ripartenze molto diverse.
Gattuso primo, Spalletti a otto punti
Il confronto diretto ha quasi esasperato le distanze. La Lazio ha vinto 3-0 allo Stadium ed è salita a 19 punti, in testa insieme all’Inter. La Juventus è rimasta a 11, ottava. Non è soltanto una questione di classifica: Gattuso ha preso una squadra che aveva chiuso nona e, almeno per ora, l’ha trasformata in una candidata credibile ai primi posti. Spalletti, arrivato a Torino già nella scorsa stagione, non è ancora riuscito a dare continuità alla Juve: sesto posto a maggio, partenza complicata adesso.
L’Italia, insomma, non ha lasciato le stesse conseguenze. Gattuso ne è uscito con un fallimento persino più definitivo, perché il Mondiale lo ha mancato davvero, ma ha trovato nella Lazio un ambiente nel quale ricostruire subito credibilità e, per ora, la miglior stagione della sua carriera da tecnico. Spalletti aveva avuto più tempo per ripartire e una rosa costruita con ambizioni superiori - le difficoltà della Lazio sul mercato sono note a tutti -, ma oggi sembra ancora alla ricerca della sua Juventus e chissà se mai la troverà. Il 3-0 di Torino non decide le rispettive stagioni, ma conferma che hanno un indirizzo ben diverso. E dice anche che, per il momento, uno dei due ex ct ha saputo archiviare Coverciano, e forse ne è uscito cresciuto. L'altro no.
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