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Esclusiva TMW

C'è un Napoli che festeggia anche dopo il ko con la Juve: gioca in Belize e guarda tutti dall'alto

Esclusiva TMW
Giacomo Iacobellis
autore
Giacomo Iacobellis
Oggi alle 11:20Serie A
02.11.2026 11:20Serie A
L’intervista di TMW al General Manager del Napoles FC, la favola che va dalle origini nel mito di Maradona fino all'attuale vetta del campionato beliziano.
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A quasi 10mila km da Napoli, nel cuore dell'America Centrale, c'è un Napoli che in queste ore sorride sicuramente di più rispetto a quello di Massimiliano Allegri. Si chiama Napoles FC, milita nella Premier League of Belize, la massima divisione calcistica del Paese, e in questo momento della stagione si ritrova addirittura in testa alla classifica. Una favola sportiva che ha qualcosa di molto, molto romantico: il nome, infatti, è un omaggio alla città che negli anni Ottanta e Novanta ha vissuto le imprese di Diego Armando Maradona. E adesso, dall'altra parte dell'oceano, c'è chi sogna addirittura di affrontare il Napoli originale, quello di De Laurentiis e della Serie A.

Il Belize è un piccolo Paese affacciato sul Mar dei Caraibi, incastonato tra Messico, Guatemala e Honduras. Con una superficie di circa 23mila chilometri quadrati e poco più di 400mila abitanti, è il meno popoloso dell'America Centrale continentale. La sua particolarità è anche linguistica: è l'unico Stato centroamericano ad avere l'inglese come lingua ufficiale, eredità del passato coloniale britannico, ma nella vita quotidiana convivono anche spagnolo, creolo beliziano, lingue maya e garifuna. È proprio in questo crocevia di identità che è nata una storia di calcio destinata a intrecciarsi, in modo del tutto inaspettato, con quella... partenopea.

Dalle guerre civili al mito di Maradona: le origini del Napoles FC

Per capire cos'è oggi il Napoles FC, bisogna prima tornare agli anni Ottanta, quando le guerre civili in El Salvador e Guatemala spinsero migliaia di persone a cercare rifugio oltre confine. Molte famiglie arrivarono in Belize, stabilendosi anche a Belmopan, la capitale. Nacquero comunità come Salvapan, San Martin e successivamente Maya Mopan, abitate in larga parte da immigrati centroamericani. E, in quei bagagli colorati, viaggiò anche una passione viscerale per il calcio.

Erano gli anni di Diego Armando Maradona, del suo Napoli e delle imprese che stavano trasformando il club azzurro in una delle realtà più amate e riconoscibili del panorama internazionale. Quelle immagini arrivavano ovviamente anche in Belize, dove il Pibe de Oro era diventato un autentico simbolo. Fu in quel clima che ebbe origine il Napoles FC, una squadra di quartiere nata inizialmente per partecipare ai campionati amatoriali della Belmopan Football Association.

Il tempo, però, non risparmia nessuno. All'inizio degli anni Duemila molti dei giocatori fondatori si ritirarono e il Napoles attraversò un periodo inevitabilmente complicato, tra partecipazioni discontinue ai campionati e il rischio di scomparire definitivamente. A mantenere vivo il nome ci ha pensato così Doni Piveral, giovane imprenditore che nel 2018 chiese aiuto a Oscar Mira, cresciuto proprio nella comunità di Salvapan.

La rinascita, il salto tra i professionisti e il primo posto attuale

Nel 2019 Oscar Mira assunse la gestione della squadra, formando una nuova dirigenza e fissando un obiettivo in quel momento impensabile. A raccontarcelo è stato direttamente Brian Mira, General Manager del club beliziano, intervistato curiosamente da TMW all'indomani della nostra Juve-Napoli 2-0: "Il nostro principale obiettivo era sviluppare la squadra, arrivare a essere invitati nella Premier League of Belize, il massimo livello del calcio nazionale, e soprattutto mantenere vivo il nome del Napoles FC, la squadra della nostra infanzia".

Un progetto ambizioso, che non si limitava alla prima squadra di calcio maschile. "Nel 2020 abbiamo fondato anche la formazione femminile del Napoles, partecipando ai campionati amatoriali". Il grande salto è arrivato nel 2025, con l'ingresso nella Premier League of Belize. "Abbiamo finalmente raggiunto il campionato professionistico con un gruppo giovane, composto in gran parte dai ragazzi della nostra squadra amatoriale, che avevamo fatto crescere nel tempo. La prima stagione si è conclusa senza raggiungere i playoff, mancati davvero per un soffio, ma è servita per costruire le basi del progetto", prosegue.

Adesso, alla seconda partecipazione nella massima serie, il Napoles FC è addirittura in vetta. Nella Opening Season 2026/27, dopo nove partite, ha raccolto infatti 19 punti, uno in più del Progresso, che ha però disputato una gara in più. Un rendimento sorprendente per una società che soltanto un anno prima aveva debuttato tra i professionisti. "Il trascinatore è Daijon Daniels, capocannoniere con 15 reti e a caccia del record stagionale di 17 gol appartenente a Georgie Welcome, attaccante honduregno che ha lasciato il segno nel calcio beliziano", ci confida.

La Juventus, il sogno italiano e una partita da mille e una notte

Il calcio beliziano, peraltro, aveva già conosciuto un'altra curiosa connessione con l'Italia. Nella storia del campionato ha infatti recitato un ruolo da protagonista la Juventus di Orange Walk, società fondata nel 1978. Niente a che fare con la Juventus di Luciano Spalletti che ieri sera ha battuto 2-0 proprio gli azzurri allo Stadium, ma una vera potenza del calcio locale, capace di conquistare cinque titoli nazionali tra gli anni '90 e i 2000. Se la Juve però rappresenta (solo) un passato glorioso, almeno in Belize, oggi il Napoles FC è una delle sette protagoniste della massima divisione e sogna di raccoglierne idealmente il testimone.

"Il nostro obiettivo è raggiungere i playoff, vincere il campionato e poi qualificarci alla competizione centroamericana", ci spiega con soddisfazione Brian Mira. E poi c'è un sogno ancora più romantico, quasi da sceneggiatura cinematografica degna di Sorrentino. "Il nostro sogno? Un giorno sarebbe bello giocare una partita contro il Napoli originale, quello della Serie A", conclude con gli occhi che luccicano. Nel nome di Diego, il ponte tra i due mondi.

© Riproduzione riservata

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