Bernardeschi: "Tutti pensavano fossi gay. Coming out? Non ci si deve mettere attenzione"
"C'era un periodo nel quale tutti pensavano fossi gay...". Esordisce così Federico Bernardeschi quando gli viene chiesto di commentare il perché ancora quasi nessuno riesca a parlare apertamente di omosessualità nel calcio: "Credo perché non ci si fida ancora, soprattutto in un mondo chiuso come quello del calcio, si pensa che si faccia fatica ad accettarlo ed è sbagliato. Non è un ambiente facile, non ci si deve neanche più mettere l'attenzione. Possiamo solo sensibilizzare il più possibile".
Parlando di campo, che snodo è il match contro la Roma per il Bologna?
"Importante, perché sappiamo che abbiamo avuto una battuta d'arresto in campionato e siamo più lontani da dove volevamo essere. L'Europa League ti può dare quel vantaggio che hai perso un po' in campionato, affrontiamo una squadra molto forte con un grandissimo allenatore come Gasperini".
Come vive il dualismo con Orsolini?
"In modo serena, fa parte del calcio. Lo sapevo e penso che lo sapesse pure lui… È così da una vita e sarà sempre così. Si affronta e si fanno le cose per un obiettivo comune. Il bene è quando uno spinge l'altro a fare meglio, fa sì che il livello generale si alzi".
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