Bologna, Miranda agli straordinari: quanto può reggere ancora? Italiano cerca soluzioni
L’8 febbraio, contro il Parma, al 68esimo della ripresa Charalampos Lykogiannis è stato costretto ad abbandonare il campo per un problema muscolare che, all’indomani, gli esami strumentali hanno definito come una tendinopatia acuta dei flessori destri. Tre settimane di stop la prima stima: calendario alla mano, il rientro dovrebbe coincidere con la trasferta di Pisa del 2 marzo.
Nel frattempo, però, qualcuno ha dovuto tirare il fiato per due. O meglio: non tirarlo affatto. Da quel momento Juan Miranda ha messo insieme circa 300 minuti consecutivi. Una vera anomalia per un terzino allenato da Vincenzo Italiano, il cui sistema di gioco pretende continuità di spinta, ampiezza costante e ripiegamenti immediati. Gli esterni sono chiamati alla doppia fase piena, senza pause: attaccare l’area, coprire il lato debole, riempire il campo in costruzione e poi scivolare bassi in non possesso.
Contro l’Udinese lunedì, lo spagnolo si appresterà a disputare la quarta gara consecutiva. Impensabile che un calo fisico, prima o poi, non possa presentarsi. E il rischio non è solo legato alla prestazione, ma anche a possibili sovraccarichi muscolari in un momento chiave della stagione.
In passato Italiano ha già affrontato situazioni simili. Lo scorso anno a Lisbona contro il Benfica, ad esempio, aveva adattato due terzini destri (Holm e Posch) per sopperire alle assenze sulla corsia opposta. Oggi le alternative non abbondano, ma esistono.
La prima potrebbe essere Heggem adattato a sinistra, soluzione tatticamente percorribile ma con un’incognita fisica: anche lui rientra da un affaticamento al quadricipite. La seconda potrebbe essere l’esperienza di Lorenzo De Silvestri, leader silenzioso dello spogliatoio, reduce però da una colica addominale e per di più fuori dalla lista UEFA. Infine c’è l’ipotesi della linea giovane: dare fiducia a Dimitar Papazov, classe 2005, titolare dell’Under 21 bulgara e punto fermo della Primavera oppure a Davide Baroncioni, stesso ruolo, già inserito nella lista UEFA del Bologna e dunque immediatamente spendibile anche in Europa.
Il calendario non concede tregua: prima l’Udinese, poi il ritorno dei playoff di Europa League contro il Brann. Due partite che pesano, in campionato e in Europa, e che impongono una gestione oculata delle energie. Continuare a spremere Miranda potrebbe essere una necessità nel breve periodo, ma anche un azzardo sul medio. Forse è arrivato il momento per Italiano di rischiare qualcosa: un adattamento tattico, una rotazione forzata o addirittura il lancio di un giovane. Perché se è vero che le emergenze mettono in difficoltà, è altrettanto vero che spesso raccontano il coraggio di un allenatore. E tra ambizioni europee e rincorsa in campionato, la fascia sinistra del Bologna è diventata un equilibrio da proteggere.











