Cannavaro, dall'Uzbekistan alla maglia azzurra: "Sogno di allenare l'Italia"
Il richiamo dell'Italia, con un sogno che non ha mai smesso di accompagnarlo. Fabio Cannavaro, capitano della Nazionale campione del mondo nel 2006 e oggi commissario tecnico dell'Uzbekistan, guarda ancora al calcio italiano come a un obiettivo da raggiungere anche nella sua seconda vita professionale.
IL SOGNO AZZURRO E L'ESPERIENZA ALL'UDINESE
"Il mio obiettivo e il mio sogno - ospite di Sky Calcio Unplugged -, è normale, è allenare in Italia e allenare la Nazionale. Lavoro per questo, non per girare il mondo e andare in Asia: voglio lavorare tanto per arrivare a obiettivi importanti", ha dichiarato Cannavaro. Tra le esperienze che hanno lasciato maggiormente il segno c'è quella all'Udinese, dove ha avuto soltanto cinque partite a disposizione, riuscendo comunque a centrare la salvezza. Un'avventura conclusa senza la conferma sulla panchina friulana, una scelta che l'ex difensore non ha mai completamente compreso: "Ho assaggiato la Serie A in 5 partite, salvando l'Udinese. Il 99% delle volte ti confermano, con me è stata fatta una scelta diversa e l'ho accettata. Non mi è stata motivata, ma l'ho vista come un'esperienza che mi è stata data in una società fantastica, dove un allenatore ha tutto per migliorare e fare bene".
Cannavaro, però, non guarda indietro con rimpianti. Anche le esperienze più complicate, compresa quella all'Al-Nassr in Arabia Saudita, fanno parte di un percorso che gli ha permesso di crescere: "Queste scelte le rifarei, perché oggi mi ritrovo con un bagaglio internazionale che mi ha fatto crescere come persona e come allenatore".
IL PRESENTE IN UZBEKISTAN E LA CRESCITA DEI GIOVANI
Attualmente Cannavaro è impegnato con l'Uzbekistan, nazionale che ha guidato alla storica partecipazione al Mondiale 2026. "È un Paese che sta investendo tantissimo sui settori giovanili, nello scorso raduno ho fatto esordire un ragazzo di 17 anni", ha raccontato. Resta da definire anche il futuro sulla panchina uzbeka, alla luce del rinvio della Coppa d'Asia: "Mi sono già incontrato col presidente, sicuramente l'esperienza qui mi sta piacendo molto ma allo stesso tempo ho voglia di allenare".
ALLENATORE DI CLUB O COMMISSARIO TECNICO?
Nell'intervista Cannavaro ha raccontato anche le differenze tra il lavoro quotidiano alla guida di una squadra di club e quello da commissario tecnico. "Il quotidiano per un allenatore è diverso, è quello che ti dà adrenalina tutti i giorni: vedi il giocatore tutti i giorni, ci parli, cerchi di farlo crescere e migliorare, di preparare le partite. Lavorare come CT è come il caffè napoletano: è corto, hai dieci giorni in cui non puoi sbagliare, devi trovare una soluzione, è molto stimolante".






