Chivu chiede di sorridere? Thuram: "Forse ad altri, con me non ce n'è bisogno"
È il momento degli occhiali da sole di Marcus Thuram: le vittorie recenti dell'Inter sono state accompagnate dall'immagine ben precisa dell'attaccante nerazzurro. Occhiali e sorrisi, come sempre, anche se Tikus ai microfoni di SportMediaset puntualizza di non aver avuto bisogno dei richiami di mister Chivu, che nei primi mesi a Milano aveva chiesto spesso di sorridere ai suoi giocatori, in particolare a Lautaro Martinez.
Ci racconti qualcosa di Chivu?
"Ci ha dato la fiducia, il coraggio di affrontare le battaglie, ci ha fatto capire che giocare per l'Inter era una responsabilità che lui conosce benissimo. Ci ha dato quel senso di responsabilità per scendere in campo e far vedere che l'Inter è una grande squadra".
Questa questione che sollevava sul fatto di dover sorridere vi ha dato qualcosa emotivamente?
"Sì, forse ad altri giocatori: a me penso non ci fosse bisogno di dirmi di sorridere (ride, n.d.r.). Ma è vero che ha portato questa gioia nel gruppo".
"I tuoi occhiali ormai sono diventati il simbolo della vittoria?
"Sì, sì, alla vittoria del 20° scudettto ho visto tutta la gente andare in giro con gli stessi miei occhiali, speriamo che per questo scudetto ci sia la stessa moda. Se me li metto ora? No, li hanno già visti in campo, tutti gli interisti sanno che ora è il tempo degli occhiali".
La seconda stella è stato un traguardo importante, ma questo nasce dalla fatica: per questo ve lo godete di più?
"Sì, il 20° era speciale, ma anche il 21° lo è dopo quello che è successo l'anno scorso. Abbiamo sofferto, abbiamo visto gli altri vincere, ci ha dato rabbia e fame per vincere questo".











