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Reggiana, Bisoli: "Ora è la mia squadra. Abbiamo avvicinato i playout"

Reggiana, Bisoli: "Ora è la mia squadra. Abbiamo avvicinato i playout"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 22:22Serie B
Andrea Carlino

C'è qualcosa di più di una semplice vittoria nell'aria del "Città del Tricolore". C'è la sensazione di un gruppo che si è ritrovato, guidato da un condottiero che non ha paura di prendersi le proprie responsabilità. Pierpaolo Bisoli si presenta in sala stampa con l'aria di chi ha rivisto la luce in fondo al tunnel, dopo lo 0-0 di Pescara che aveva lasciato strascichi pesanti. La vittoria contro la Carrarese non è solo ossigeno in classifica, ma una questione di identità.

"Stasera ho visto la mia squadra, concesso niente all'avversario", ha esordito Bisoli in conferenza, parole riportate da Pianeta Serie B. "Potevamo vincere anche con uno scarto maggiore. Devo fare i complimenti ai ragazzi, bastava capire la situazione".

Il tecnico romagnolo non usa giri di parole quando analizza la recente battuta d'arresto in Abruzzo. Una sconfitta che evidentemente gli è rimasta sullo stomaco, al punto da rivendicarne la paternità tecnica: "Contro il Pescara è stata colpa mia. Ho cambiato sistema di gioco e siamo andati ad attaccare, è quello che chiedo". Un mea culpa netto, che serve a scrollarsi di dosso le scorie e a ripartire con una ritrovata compattezza. L'obiettivo, chiarissimo, è centrare i playout con il motore a pieni giri: "Obiettivo arrivare ai playout con questa condizione. Abbiamo dato una piccola speranza a questo splendido pubblico, ha capito che dovevamo trascinarli e subito si è ricreato il feeling".

A Reggio Emilia, Bisoli si sta confermando non solo stratega, ma anche abile psicologo. Il caso di Jean-Luc Lambourde è emblematico di un lavoro certosino sulla testa dei giocatori: "Queste cose succedono quando entri nella testa di un giocatore. Ha delle qualità straordinarie".Ma la vera chicca della serata riguarda l'attaccante Bonetti, schierato titolare a sorpresa. Bisoli racconta un retroscena che sa di calcio antico, fatto di sensazioni e dettagli umani: "Anche Bonetti non si aspettava di giocare, gli ho detto che il posto l'ha guadagnato quando in allenamento ha ribaltato due compagni. Tifa Reggiana, gli ho fatto i complimenti... l'ho scelto titolare da come l'ho visto a colazione". Parole che raccontano di un allenatore che osserva ogni dettaglio della vita del gruppo, fino al momento del pasto.

Non poteva mancare un passaggio sull'atmosfera calda e sugli screzi in panchina. Bisoli, noto per il suo temperamento fumantino, ammette di aver percepito una certa apprensione nei suoi collaboratori per una possibile reazione alle provocazioni avversarie: "Io non ho mai mancato di rispetto a nessuno, quando mi dicono 'stai zitto' o mi fanno qualche gesto… i miei avevano paura che scatenassi un inferno". Un riferimento neanche troppo velato alla panchina toscana, che il tecnico liquida senza però cadere nella trappola mediatica.

Con il fiato sul collo delle dirette concorrenti, Bisoli predica calma e fatica. La ricetta per la salvezza è semplice ma di difficile esecuzione: sopperire ai limiti atletici con l'agonismo. "Cerchiamo di sopperire con la compattezza alle difficoltà fisiche, bisogna giocare a ritmi alti. Oggi abbiamo avvicinato i playout", analizza l'allenatore.

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