Festa: "Il Cagliari prima o poi dovrà lottare per qualcosa di più della permanenza in Serie A"
Ai microfoni di TuttoCagliari è intervenuto l'ex difensore e allenatore dei sardi Gianluca Festa, ripartendo dalla brutta prestazione offerta dalla formazione di Fabio Pisacane all'Olimpico, battuta per 2-0 dalla Roma: "La trovo una critica un po’ troppo pesante. La Roma ha subito imposto il proprio gioco e, per giunta, in campo si è vista una significativa differenza tra le due squadre sotto l’aspetto prettamente tecnico. Del resto quando le compagini di Gasperini sono in giornata è complicato giocarci contro. Comunque noi stiamo facendo il nostro campionato, coronato anche da alcuni ottimi risultati ottenuti ultimamente. Le basi sono buone. Occorre però far capire ai giocatori che la missione non è ancora compiuta: non bisogna pensare ad altro che non sia la salvezza. Anche se a mio avviso siamo superiori alle squadre che annaspano in zona retrocessione".
Angelozzi ha detto che con il quartultimo posto starebbe contento: parole fuori luogo?
"Si è trattato di dichiarazioni estremamente prudenti: Angelozzi è un uomo di calcio molto navigato. Uno che sa che anche se si pensa qualcosa è meglio non dirla. Ovviamente prima o poi il Cagliari dovrà alzare l’asticella, arrivando a dichiarare esplicitamente che la squadra giocherà per qualcosa di più ambizioso della semplice permanenza in serie A. Angelozzi ha voluto gettare acqua sul fuoco dei facili entusiasmi, anche se è giusto che i tifosi pretendano di sognare".
Come vede la prossima partita contro il Lecce?
"Dovremo fare di tutto per vincere ed essere estremamente aggressivi. I tre punti significherebbero tanto per noi. Ci sarà sicuramente da lottare, perché pure il Lecce si giocherà la vita lunedì prossimo all’Unipol Domus. Sarà fondamentale avere il giusto equilibrio in campo: attaccare e difendere tutti insieme, uniti e compatti. Non dovremo lasciare spazi vuoti tra le linee: quando si decide di attaccare anche la linea difensiva deve salire, accompagnando l’azione offensiva. Poi la scelta dell’atteggiamento da adottare - attendista o propositivo - dipenderà dagli uomini che formeranno l’undici iniziale e dalle caratteristiche tecnico-tattiche degli avversari, che Pisacane e il suo staff studieranno con grande attenzione".











