Gasperini punge i rivali: "Roma è una città un po' laziale e molto romanista"
Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, intervenuto in occasione della presentazione del libro L'Ultima Danza Di Maradona, ha parlato anche della città in cui allena: "Il calcio è straordinario. Qui c’è una grandissima passione ma è anche vero che in tutti i posti c’è una passione incredibile, anche a Bergamo e a Genova. A Roma le dimensioni sono diverse, una città molto grande con una percentuale un po’ laziale e molto romanista. C’è un’identificazione nella città ed è difficile da trovare da altre parti. Se vai a Milano puoi essere anche in un’altra grande metropoli, ma è un attaccamento diverso. A me hanno sempre detto che a Roma non si può fare calcio perché è difficile, ma non sono d’accordo. Abbiamo vissuto dei momenti positivi, non so quando andrà peggio e forse diventerà più difficile con l'ambiente. Ci sono tante radio, se vai sul taxi si parla di Roma ma credo sia una forza. Se le cose vanno bene è una grande spinta".
Aveva un idolo?
"Ho avuto la fortuna di giocare negli anni 80 in Serie A e nel campionato italiano c’erano i giocatori più forti al livello mondiale come Matthaus e Maradona. Da bambino seguivo la Juventus e il mio idolo era Sivori. Era il calciatore che tutti cercavamo di imitare. È difficile dire chi è il giocatore più forte in assoluto, prima si vedevamo di meno. C’erano le figurine e molta ideologia sul giocatore e lo enfatizzavi al limite. Adesso li puoi vedere in qualunque situazione. I bambini adesso li conoscono tutti attraverso la Play Station, non hanno più un solo idolo".











