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Gli infortuni, la nuova strada, il mercato: Dionisi e il suo Sassuolo 2.0 rimandati al 2023

Gli infortuni, la nuova strada, il mercato: Dionisi e il suo Sassuolo 2.0 rimandati al 2023 TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Antonio Parrotto
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Antonio Parrotto
giovedì 17 novembre 2022, 09:30Serie A

"Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista" canta Caparezza nella sua "Il secondo secondo me" presente nell'album Verità Supposte del 2003. Potremmo parafrasare e riversare il concetto nel calcio: il secondo anno è sempre il più difficile nella carriera di un allenatore? Sì, no, forse, dipende. Da che dipende, potremmo aggiungere per restare in tema musicale anche se siamo ancora lontani da Sanremo. Ovviamente dipende da tanti fattori e quello dell'allenatore del Sassuolo Alessio Dionisi, ad esempio, non è un caso semplice. Ha ereditato in maniera intelligente l'eredità di Roberto De Zerbi che ha lasciato la squadra con un undicesimo e due ottavi posti nella sua gestione e soprattutto ha lasciato il segno nella testa dei giocatori. Anche per questi motivi, anche per non stravolgere una macchina che ormai viaggiava con il pilota automatico, nonostante i nuovi inserimenti, Dionisi decise di ripartire dal 4-2-3-1, apportando le sue 'correzioni'. Quest'anno invece il tecnico ha modificato tanto, 'stravolgendo' il vecchio Sassuolo. Per questo si può parlare di un Sassuolo 2.0 che ha cambiato anche sul mercato, sono arrivati 6 nuovi calciatori, un difensore centrale, un centrocampista centrale, due nuovi centravanti e due nuovi esterni d'attacco che sono andati a rimpiazzare, fra gli altri, i vari Raspadori, Scamacca, Djuricic e Chiriches, senza dimenticare le pesanti assenze all'interno dello spogliatoio di un mostro sacro come Magnanelli, che ora è passato dall'altra parte della barricata, e di un altro veterano come Peluso che ha formato lo zoccolo duro degli emiliani vestendo la maglia neroverde per 8 anni.

La rivoluzione di Dionisi
La squadra ha sempre avuto delle difficoltà contro le formazioni che giocano a uomo (e ormai sono tante) e il tecnico toscano, fra le altre cose, ha cambiato modulo passando al 4-3-3, ha inserito una mezz'ala in più e ha anche cambiato il gioco dei neroverdi: meno possesso palla (si è passati dal circa 60% di media di un anno fa all'attuale 47%), baricentro un po' più basso, pressing alto (ma in determinati momenti), marcature a uomo solo in alcune zone del campo, ripartenze e più verticalità, un centravanti con caratteristiche diverse rispetto al suo predecessore. Cosa dicono i numeri? Sono 16 i punti sin qui raccolti dai neroverdi, 3 in meno rispetto a un anno fa. In tutto 15 gol segnati e 22 subiti (9 in meno quelli fatti e uno in meno quelli incassati rispetto alla passata stagione). Il Sassuolo ha vissuto due vasi in questa stagione: una fase di assestamento nella prima parte, una fase di involuzione nella seconda. Lo raccontano i soliti 'freddi' numeri: solo 4 punti nelle ultime 7, con una vittoria contro il Verona ultimo in classifica e un ottimo pari con la Roma.

Le attenuanti non mancano ma neroverdi rimandati al 2023
La classifica parla chiaro e racconta di un Sassuolo quindicesimo in classifica. Ci si aspettava di più, bisogna essere onesti. E altrettanto onestamente bisogna anche ammettere che viste alcune ottime prestazioni che la squadra ha dimostrato di poter fare, il Sassuolo avrebbe meritato qualche punticino in più in classifica. Anche Giovanni Carnevali ha dichiarato proprio in queste ore di non essere soddisfatto e di aspettarsi di più. Le attenuanti per Dionisi non mancano, a cominciare dagli infortuni: Traorè si è infortunato nel pre-ritiro a fine giugno Muldur al 3' minuto della prima giornata, Berardi e Defrel, che avrebbe dovuto rimpiazzare proprio l'esterno calabrese, alla quarta giornata. Quasi tutti infortuni da 3 mesi di stop con l'attaccante classe '94 che è stato fermo per un mese e mezzo, poi ha avuto un nuovo stop di 3 settimane ed è rientrato solo per le ultime due gare prima della sosta. Un mix di questi fattori dunque, ovvero la nuova strada intrapresa, gli infortuni pesanti, la scarsa vena realizzativa della squadra (Pinamonti ha segnato 3 gol ed è stato criticato da stampa e tifosi), le cessioni importanti (persi i 26 gol di Scamacca e Raspadori), lo scarso impatto dei nuovi provenienti dall'estero (ad eccezione di Laurientè) hanno creato una sorta di cortocircuito, proprio sul più bello, proprio quando Dionisi sembrava aver sbrogliato la matassa, generando un blackout improvviso. Ora la palla passa proprio al tecnico toscano che nel 2023 dovrà trovare il modo giusto per riaccendere la luce neroverde. E ha già dimostrato di saperlo fare alla grande.

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