I grandi rimpianti di Spinelli: "Il Livorno per gli israeliani e l'esonero di Donadoni"
Aldo Spinelli, che nella sua carriera nel mondo del calcio ha rivestito anche i ruoli di presidente del Livorno e del Genoa, ha parlato di sé e raccontato diversi aneddoti legati al pallone che rotola e alle sue angolature, parlando al Corriere della Sera.
Per esempio, Spinelli ha dato sfogo e spazio anche a ciò che gli provoca ancora oggi un forte rammarico. Tipo la scelta di esonerare alcuni allenatori, in particolare due suoi prediletti come Scoglio e Donadoni. Ha spiegato Spinelli: "Scoglio perché a Cagliari ha voluto far giocare Tacconi che non era allenato e gliel’avevo detto. Partita persa e l’ho lasciato a casa anche se gli ero affezionato. Donadoni perché faceva giocare uno che rovinava la squadra. Ma era un grande allenatore e una grande persona, mi sono pentito tutta la vita. Ringrazio lui e ringrazio il ds Spartaco Landini che mi ha portato Skuhravy, Aguilera e Branco, che il Signore lo benedica".
E poi Spinelli racconta anche altro, come per esempio quando fu costretto a lasciare la presidenza del Genoa: "Perché i tifosi chiedevano sempre di più e mi contestavano. A volte non capiscono gli sforzi che fa una società di provincia. Ho dovuto mollare, un dolore infinito, più brutto di quando ho perso mio papà, lui però lo vedevo poco. Poi ho preso il Livorno perché me l’hanno chiesto gli armatori israeliani, maledetto quel giorno: in 20 anni ci ho lasciati 61 milioni e 700 mila lire. Ma Lucarelli e Nicola mi sono rimasti nel cuore".











