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Italia, Inghilterra e Portogallo: le tre anime della Roma di Mourinho

Italia, Inghilterra e Portogallo: le tre anime della Roma di Mourinho TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 8 giugno 2022, 08:30Serie A
di Dario Marchetti

Quella che sta nascendo è una Roma multiculturale. Tante le anime all’interno del club, ma tre decisamente più presenti delle altre perché c’è il blocco dei calciatori azzurri, quello di chi proviene dalla Premier League e infine la matrice portoghese. Inutile spiegare come l’attenzione di Pinto e Mourinho spesso sia rivolta al loro paese natale e non è un caso che alcuni degli acquisti fatti arrivino proprio da lì come Sergio Oliveira e Svilar, quest’ultimo belga ma in arrivo dal Benfica B per fare il secondo di Rui Patricio. Altro portoghese, ma con destinazione di provenienza diversa: Inghilterra. Con l’arrivo dello Special One, infatti, il mercato giallorosso ha preso un chiaro indirizzo: quello di guardare in Premier League. E non è un caso, il tecnico portoghese ritiene il campionato inglese il migliore per qualità e intensità, caratteristiche che sta cercando di trapiantare nella sua Roma circondatosi di fedelissimi (vedi Matic) e di giovani promesse alla Abraham. Il risultato è una colonna portante del prossimo anno tutta a matrice inglese. Dal portiere al centravanti, l’ossatura centrale proviene dalla Premier. Tammy ha lasciato lo scorso anno il Chelsea, Matic raggiungerà Smalling da parametro zero ed entrambi militavano nello United, mentre Rui Patricio ha deciso di lasciare il Wolverhampton per seguire Mourinho.

E sempre in casa Wolves si guarda anche a Ruben Neves (scadenza nel 2023) per il prossimo anno, così come Douglas Luiz, stessa scadenza del portoghese prima citato e altro obiettivo di Pinto, proveniente invece dall’Aston Villa. Tornando anche indietro di una stagione si vede quanto sia ricorrente la Premier con l'arrivo di Maitland-Niles e prima ancora con la richiesta della scorsa estate dello Special One con Xhaka, poi tramontata a causa dell’addio di Dzeko e l’infortunio di Spinazzola. E proprio Leonardo è uno dei rappresentati dell’ultima anima giallorossa, quella azzurra, composta anche da Pellegrini, Mancini e Cristante, nell’ordine di grado con cui indossano la fascia di capitano. A loro, in quanto italiani, chiede di trasmettere quel senso di appartenenza su cui ad esempio la Juve ha fondato un ciclo. A Pellegrini in particolare, da romano e romanista, chiede ancora qualcosa di più, spiegando a chi arriva cosa sia Roma e la Roma. Dopo la vittoria della Conference League è più chiaro a tutti, a Mou soprattutto che ha sposato il progetto e vuole continuare a dare quel tipo di gioie ai suoi tifosi.