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Juventus, che delusione. Spalletti, cosa va e cosa no: i segnali dall'1-1 con il Lecce

Juventus, che delusione. Spalletti, cosa va e cosa no: i segnali dall'1-1 con il LecceTUTTO mercato WEB
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Daniele Najjar
sabato 3 gennaio 2026, 20:30Serie A
Daniele Najjar

La Juventus gioca bene, per gran parte del match, crea tanto, ma alla fine contro il Lecce ne esce soltanto un deludente pareggio per 1-1. Una sfida che lascia diversi segnali, sia in positivo che in negativo, al tecnico Luciano Spalletti. Insomma, non è tutto da buttare, ma non si può nemmeno addossare tutto alla sfortuna.

Cosa va: dal gioco a Yildiz a McKennie
Contro il Lecce la Juventus ha tirato in totale 26 volte, con il 72% di possesso palla. Un dominio non fine a sé stesso, ma che ha permesso di creare numerosissime occasioni da rete. Questa è una cosa positiva dalla quale ripartire per Spalletti: anche contro le "piccole", non si è vista spesso la Juventus attaccare così tanto, a testa bassa.

Alcuni singoli su tutti è obbligatorio menzionarli. Il primo è Kenan Yildiz: non solo grandi giocate, ma tante sparse per tutti i 94 minuti giocati. Alla fine porta a referto un assist, ma potevano essere tre. E solo il palo gli nega la gioia che avrebbe meritato per il gol. C'è poi Weston McKennie. Se per altri giocatori la posizione in campo è un problema, per lui è sempre un'opportunità: dove lo metti sta. E sta bene. Oggi in versione trequartista ha ispirato, concluso a rete e segnato, da opportunista. Un segnale anche per il rinnovo. Piccola citazione anche per Edon Zhegrova: entra per Conceicao e partecipa subito alla rete dell'1-1. In generale, più coraggio del portoghese nel cercare la giocata.

Cosa non va: disastro attacco e cali di attenzione
Facile dire che oggi l'attacco, inteso come centravanti, sia un bel problema. David non ha giocato male, ma ha fallito un rigore in modo comico. Alternando una cosa buona ad un errore. Ancora peggio Openda. Entra e, con la porta completamente sguarnita, calcia malamente la palla del sorpasso. La Juventus sembra sulla buona strada per ritrovarsi del tutto, ma per il salto oltre a dei singoli più forti nei ruoli chiave sembra mancare anche qualcosa a livello di consapevolezza.

Una grande squadra infatti laddove non riesce a segnare, non compromette da sola la propria prestazione con errori di singoli, come quello di Cambiaso, che di fatto ha compromesso un primo tempo che lasciava presagire ben altro. Su questo e sulla frenesia che ha seguito alcune giocate successive al rigore fallito da David, potrà cercare di lavorare Spalletti.

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