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Juventus-Lazio 3-1, le pagelle: Chiesa al centro del villaggio. Immobile desaparecido

Juventus-Lazio 3-1, le pagelle: Chiesa al centro del villaggio. Immobile desaparecidoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
domenica 07 marzo 2021 06:41Serie A
di Marco Conterio

JUVENTUS-LAZIO 3-1
Marcatori:
14’ Correa (L), 39’ Rabiot (J), 57’, 60’ Morata (J)

Le pagelle della Juventus (di Marco Conterio)

Szczesny 7 Fiamme negli occhi, Coma Cose. Come quelle che bruciano nello sguardo del polacco quando Kulusevski a occhi chiusi prova a passarla a Demiral. Poi sostanza, parate splendide e sicurezza. Sottovalutato.

Cuadrado 6.5 Quando trovo te, Francesco Renga. La dedica è di Pirlo, il destinatario è il terzino colombiano. Il suo ritorno è una gemma per l'allenatore: equilbratore in entrambe le fasi, pur non al top della condizione è indispensabile per la Juventus. (dal 69' McKennie 6 Un milione di cose da dirti, Ermal Meta. Tutte quelle di cui vuol parlare in Europa. Non oggi. Entra con la partita in ghiaccio e da trequartista s'infila dove Ramsey ha funzionato solo a singhiozzo).

Demiral 6.5 Zitti e buoni, Maneskin. Quando Morata ribalta la partita urla a squarcia gola 'siamo la Juve, siamo la Juve'. Se i bianconeri hanno una certezza arriva dalla difesa: con De Ligt è destinato, mercato permettendo, a blindare la retroguardia per una generazione.

Alex Sandro 6 E invece sì, Bugo. All'inizio parte stentando poi cresce e veste l'abito del centrale di difesa. Non ha la stazza e il fisico, però sceglierlo su Immobile è più che opportuno. Neutralizza la Scarpa d'Oro.

Bernardeschi 6.5 Mai dire mai, Willie Peyote. Come le storie che rinascono, le carriere che ripartono. Bernardeschi ha vissuto mesi da eterna promessa, da vorrei ma non posso. Nel calcio fluido di Pirlo, giocare da terzino può essere un nuovo grande inizio.

Danilo 6 Combat Pop, Lo Stato Sociale. Perché si mette in trincea, perché gioca dove Pirlo chiede. Tatticamente è il giocatore più prezioso per l'allenatore bianconero. Inamovibile e realmente insostituibile per l'allenatore bianconero.

Rabiot 6.5 Momento perfetto, Ghemon. Come quello scelto al momento del gol. L'eterno dilemma: è quello ondivago visto in tante uscite o quello del mancino che è una saetta che rimbalza alle spalle di Reina?

Kulusevski 5.5 Potevi fare di più, Arisa. Anche perché torna nel suo habitat tattico naturale. Gioca da ala destra, dunque sguardo all'orizzonte avversario. A campo aperto funziona, il problema è la topica macroscopica in apertura. (dal 92' Di Pardo sv)

Ramsey 6 Musica leggerissima, Colapesce e Di Martino. Pirlo gli concede la dieci ma le note che suona il gallese hanno un volume impercettibile. Conquista il rigore con un pizzico di furbizia ma sfruttando soprattutto l'ingenuità di Milinkovic. (dal 69' Arthur 6 Dieci, Annalisa. Come il voto alla costanza che ha avuto per ritornare in tempo per la Champions. Più che la prestazione, la notizia è il rientro. Ritrovato, martedì contro il Porto sarà preziosissimo per Pirlo e per la Juventus).

Chiesa 7.5 Bianca Luce Nera, Extraliscio e Davide Toffolo. Non segna ma è il migliore in campo. Una luce bianconera, un ragazzo che si è caricato la Juventus sulle spalle e che l'ha trascinata fuori dalle sabbie mobili. Prestazione al limite dell'impeccabile: assist per Morata al bacio. (dall'82' Bonucci sv)

Morata 7 Voce, Madame. Il grido forte è quello del centravanti che si prende carico dell'assenza di Cristiano Ronaldo e diventa il trascinatore bianconero. Il primo gol è da cannoniere straordinario, il rigore di gran freddezza. (dal 69' Cristiano Ronaldo 6 Ora, Aiello. Fuori non per infortunio, ma per respirare, anche i grandi ogni tanti devon prendere fiato. Sostiene i compagni dal primo al settantesimo in panchina, entra quando la partita ha già preso lo svincolo dei tre punti. Ora la Champions. La sua, di ora).

Pirlo 7 Il Farmacista, Max Gazzè. Inizia la gara con coraggio: scelte che paiono estreme, Cristiano Ronaldo in panchina. Lo punisce inizialmente ancora un errore di un singolo, stavolta Kulusevski. Però c'è di più: i suoi reagiscono, la ribaltano, dominano e vincono.

Le pagelle della Lazio (di Niccolò Pasta)

Reina 5 - Il tiro di Rabiot è fortissimo e lo sorprende, complice anche la posizione, ma quando il portiere prende gol sul suo palo ha sempre una percentuale di colpa. Punito sul suo palo anche dal primo gol di Morata, su cui però non ha colpe, viene spiazzato dal dischetto dal connazionale, che nel giro di tre minuti chiude la gara.

Marusic 5.5 - Nell’inedito ruolo di terzo centrale, dopo solo una mezz’oretta contro il Bayern in Champions, se la cava senza infamia e senza lode nel primo tempo, ma nella ripresa crolla contro un Chiesa on fire. Paga l’ingresso troppo morbido della ripresa della Lazio. Dall’82’ Pereira sv

Hoedt 5.5 - Solido nel mezzo, non è rapidissimo nel seguire i tagli e lo si nota in occasione del primo gol di Morata che spezza in due la partita: lo spagnolo parte praticamente allo stesso tempo dell’olandese, che non riesce a fermarlo.

Acerbi 6.5 - Come di consueto accompagna alla grande la manovra offensiva, dando sempre un gran supporto a Fares e Correa quando si allarga, arrivando al cross e mettendo in crisi Cuadrado. Dietro imbriglia Kulusevski, che non riesce mai a saltarlo. Il migliore della retroguardia.

Lulic 5 - Torna a destra dopo tanto tempo, non convince nel duello con Bernardeschi, che senza andare mai in affanno riesce a limitarlo. Esce ad inizio ripresa. Dal 55’ Patric 5.5 - Entra nel momento peggiore della Lazio, che subisce due reti nel giro di pochissimi minuti. Non riesce a dare la scossa sperata.

Luis Alberto 5 - Ottimi i primi venti minuti, per qualità ed intensità ma dopo il gol di Correa si spegne e si accende ad intermittenza: prova a ricamare un paio di ripartenze, ma nonostante recuperi molte palle ne spreca altrettante con filtrati fuori misura. Gara di più ombre che luci. Dall’82’ Caicedo sv

Leiva 6 - La cerniera in mezzo al campo, fa il solito lavoro sporco fatto di lotta e di recuperi, contenendo bene Ramsey che agisce sulla trequarti. Un paio di buone verticalizzazioni in avanti, ma è il lavoro in recupero che è fondamentale, soprattutto quando accorcia per chiudere i buchi tra centrocampo e difesa. Dal 55’ Escalante 5 - Si fa anticipare da Chiesa in occasione del gol del 2-1, proprio poco dopo il suo ingresso in campo. In mezzo la Juve vince tutti i duelli, con l’ex Eibar spesso costretto a rincorrere.

Milinkovic-Savic 5 - Dominante nel primo tempo, sempre in anticipo su Danilo e Rabiot, sfiora il gol su punizione, impegnando Szczęsny anche con un tiro a giro dal limite. Si butta dentro con efficacia, cercando sponde e torri, colpendo anche una traversa ma rovinando però il tutto con un intervento molto ingenuo in area di rigore su Ramsey, che porta al rigore che chiude la gara.

Fares 6 - Con Acerbi rende un incubo il primo tempo di Cuadrado. Mai così efficace da quando è alla Lazio, parte fortissimo sradicando palla a Cuadrado ed andando al tiro, sfiorando il gol, così come a fine prima frazione con un mancino che esce di un soffio. Una spina nel fianco sull’esterno bianconero, che dura però solo un tempo: nella ripresa, infatti, si vede sempre meno.

Correa 6.5- Il gol, molto bello, e tanto altro nella gara dell’ex Siviglia. Tanto lavoro oscuro, facendo da collante tra centrocampo e attacco e recuperando molti palloni in fase di disturbo nella metà campo della Juventus. Frizzante, è l’uomo più ficcante della Lazio, anche quando i biancocelesti subiscono il contraccolpo dell’uno-due di Morata.

Immobile 5 - Dopo la gara no contro il Bologna, l’attaccante della Lazio è tra i non-protagonisti della sfida di questa sera, praticamente mai nella gara. Un solo squillo, nella seconda metà della ripresa, con un tiro da fuori che mette in apprensione Szczęsny. Troppo poco. Dall’82’ Muriqi sv

Inzaghi 5 - La sua Lazio dura venti minuti, il tempo di passare in vantaggio e di mettere sotto la Juve per intensità e corsa. Poi, però, i biancocelesti si abbassano e soffrono il ritorno dei bianconeri. L’uno-due di Morata gli spezza le gambe, con i suoi che non riescono a trovare la riscossa. Sconfitta pesante, che allontana forse definitivamente i biancocelesti dalla corsa Champions.

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