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L’avvertimento del Giudice Sportivo: cosa rischia l’Inter in caso di recidiva

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
mercoledì 4 febbraio 2026, 13:41Serie A
04.02.2026 13:41Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Il derby d’Italia si giocherà, come previsto, con il pubblico. Il Giudice Sportivo della Serie A ha comminato all’Inter 50.000 euro di multa per il petardo lanciato dal settore ospiti nerazzurro a Cremona addosso ad Audero, ma non ha disposto la chiusura della curva o le porte chiuse per Inter-Juventus di sabato 14 febbraio, prossima gara interna della squadra di Chivu in campionato.

La collaborazione “salva” il derby d’Italia. A essere centrale, già rilevante per il divieto di trasferta limitato a sole tre gare, è stato l’atteggiamento della società nerazzurra, da sempre collaborativa e anche pronta ad applicare il non gradimento ai responsabili del fatto. L’istituto, non sempre attuato dai club di Serie A, consente di escludere dallo stadio dei soggetti anche in assenza di Daspo o condanne penali.

L’avvertimento. Allo stesso tempo, nel comunicato con cui ha irrogato la multa - il massimo edittale -, il Giudice Sportivo ha “avvertito” l’Inter: “Si precisa che, in attuazione della diffida specifica, al ripetersi di simili comportamenti con rischio per l'incolumità di tesserati, Ufficiali di gara e personale addetto troveranno applicazione, ai sensi dell'art. 26 comma 3 CGS, una o più delle sanzioni previste dall'art. 8 comma 1 lett. d) e) f) CGS”. Sono gli articoli che, rispettivamente, prevedono l’obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori (lettera d) oppure l’obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse (lettera e) o ancora la squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato fino a due anni (lettera f). Il paradosso è sempre quello della responsabilità oggettiva: l’eventuale recidiva non dipende in minima parte dall’Inter, che per esempio a Cremona non poteva fare praticamente nulla per evitare quanto successo.

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