Catania, Pastore: “Calciomercato mirato e investimenti di qualità. Vicini al rinnovo di Forte”
In piena lotta per la promozione diretta in Serie B, il Catania del direttore sportivo Ivano Pastore, ha chiuso una sessione invernale di calciomercato con pochi innesti, ma mirati e di alta qualità. Sul perchè delle sue scelte il dirigente del club etneo si è espresso nel corso dell'intervista concessa ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com:
Direttore, come valuta il mercato di gennaio del Catania?
"La soddisfazione c’è. È un percorso iniziato già quest’estate, con l’idea di inserire giocatori funzionali al gioco del mister. Durante la stagione purtroppo abbiamo avuto diversi infortuni traumatici, penso ad Aloi, a Di Gennaro ultimamente, a Cicerelli. A gennaio siamo stati pronti a intervenire. La cosa migliore sarebbe stata restare quelli di inizio stagione, ma non è stato possibile. La società ci ha dato disponibilità e abbiamo cercato profili con caratteristiche simili a chi è venuto meno, per non stravolgere il modo di giocare".
L’arrivo di Bruzzaniti è stato uno dei primi colpi: come nasce l’operazione?
"Giovanni era un profilo che avevamo già attenzionato in estate. Con l’infortunio di Cicerelli siamo tornati su di lui, perché lo riteniamo uno dei pochissimi in grado di sostituirlo per caratteristiche. Quando abbiamo capito che l’operazione era fattibile abbiamo accelerato, così da metterlo a disposizione del mister già alla ripresa dopo la sosta natalizia. Siamo stati bravi e soprattutto c’è stata la disponibilità della proprietà, perché con Bruzzaniti abbiamo fatto un investimento".
C’è qualche rimpianto al termine del mercato?
"No. Considerando gli infortuni, credo che abbiamo sostituito i giocatori in maniera egregia. Penso a Bruzzaniti, a Miceli che in questa categoria è uno dei top, a Cargnelutti che ci hanno permesso di abbassare l’età media e inserire profili con prospettiva. Abbiamo completato il centrocampo con Di Noia, che non ha bisogno di presentazioni, e fatto anche operazioni più futuribili come quella su Fabio Ponsi, un 2001 che può darci una mano subito ma anche in prospettiva".
La sconfitta di Sorrento ha sorpreso tutti: che spiegazione vi siete dati?
"Quando perdi una partita così senza giocarla, l’unico conforto è che tutta la squadra è stata sotto tono. Non è stato un problema di due o tre giocatori. Siamo passati in vantaggio, poi dopo l’1-1 è come se ci fosse crollato il mondo addosso, cosa che di solito non succede. La catalogo come un inciampo di percorso. A volte ci sono squadre che diventano una sorta di bestia nera, e il Sorrento per noi può esserlo".
Per la lotta alla Serie B ci siete in corsa voi, il Benevento e anche la Salernitana?
"La Salernitana per me è una squadra forte, con una proprietà importante. Con 42 punti a disposizione dire che una squadra è fuori dai giochi non ha senso. Noi dobbiamo pensare a fare più punti possibile e poi a fine stagione guardare la classifica. Per me la Salernitana può rientrare assolutamente".
Il rinvio del derby col Trapani può incidere sul vostro percorso in campionato?
"Dopo una partita come quella di Sorrento, giocare subito sarebbe stato ideale per riscattarsi. Lo stop c’è stato, ma non credo incida molto. I nuovi arrivati sono giocatori pronti, vengono da percorsi con tante partite giocate. Cambia poco la prospettiva del nostro cammino".
Che Girone C è quello di quest’anno?
"Probabilmente il più difficile degli ultimi dieci anni. Non tanto per le squadre di vertice, ma per quelle in basso. Oggi anche le squadre di bassa classifica hanno tre, quattro, cinque giocatori di spessore. Questo ha alzato il livello generale: è un girone livellato verso l’alto, non verso il basso".
Un confronto con gli altri gironi?
"Nel Girone A il Vicenza sta facendo qualcosa di straordinario e quando una squadra scappa così vuol dire che non ha grandi competitor. Nel Girone B è una lotta avvincente: Arezzo e Ravenna sono realtà importanti, ma l’Arezzo ha preso un margine nel momento giusto e può gestirlo".
Come giudica l’introduzione del FVS in Serie C?
"È il primo anno e le difficoltà erano prevedibili. Può aiutare gli arbitri a sbagliare di meno, ma va regolamentato meglio. Non va bene spezzettare le partite con recuperi di 13-15 minuti: si perde ritmo e non è bello per il calcio. Sono fiducioso che si possa migliorare".
Il progetto delle seconde squadre: valore aggiunto per la Serie C?
"Per il movimento della Serie C io questo valore aggiunto non lo vedo. È un vantaggio per le grandi società, non per la categoria. Le squadre B sono nate per far crescere più velocemente i giocatori dei grandi club, ma non credo abbiano portato benefici concreti alla Serie C".
Capitolo rinnovi: a che punto siete?
"Abbiamo già rinnovato alcuni contratti importanti, come quello di Jiménez. Poi Raimo, Quaini e stiamo lavorando su altri profili che riteniamo importanti non solo tecnicamente ma anche umanamente".
Possiamo sbilanciarci su un rinnovo imminente?
"Siamo molto vicini al rinnovo di Francesco Forte. Si è ambientato benissimo, sta rispondendo alle attese ed è un professionista serio. Stiamo valutando di prolungare il contratto anche prima delle condizioni previste: siamo molto vicini".











