La lattera di Zazzaroni a Marotta: "Ma che siamo nel feudalesimo? Malagò non è un debole"
Una lunga lettera a Beppe Marotta. Così Ivan Zazzaroni parla della questione legata alle elezioni del presidente della FIGC. Il direttore del Corriere dello Sport pubblica sul quotidiano oggi in edicola un messaggio al presidente dell'Inter: "Beppe, ma che siamo nel feudalesimo? Beppe - un estratto - ma che ci troviamo nella Ddr? Beppe, dov’è il cortocircuito, il punto di rottura, il blackout che ti porta a considerare la Lega padrona unica e incontrastata del calcio italiano? Beppe, la proprietà privata è sacra, ma il calcio, ce lo siamo detti tante volte, è di tutti e il sistema è sempre più importante dei capricci individuali.
Come neanche quando da bambini bastavano due maglie per immaginare i pali di una porta e non ci chiedevamo se il terreno fosse scosceso, Beppe, te lo ricorderai, stai provando a portarti via il pallone perché non hai l’impressione che ti stiano facendo vincere".
"Malagò non è un debole - prosegue -. È riuscito a vincere la sfida del pantouflage e quella della ripresa tessera, scivolando purtroppo sul commissariamento di sé stesso quando avrebbe vinto di sicuro la partita. Malagò per tutti non è un debole perché non solo combatte l’opposizione insensata di Abodi e quella più coperta di un altro rilevante pezzo di governo, ma non è un debole soprattutto perché cerca di costruire".






