Napoli, crisi senza precedenti nell'era ADL: cinque ko in nove gare e Allegri sotto accusa
Non può più essere considerata una semplice flessione. La sconfitta contro il Venezia, ultimo in classifica, porta a cinque i ko del Napoli nelle prime nove partite stagionali: un dato che non si registrava addirittura dal 2001/02, quando gli azzurri militavano in Serie B. Le difficoltà, del resto, erano emerse già dalle prime uscite: troppi primi tempi regalati, poca proposta collettiva e una squadra spesso aggrappata alla giocata individuale. Il mercato e l'età media possono contribuire a spiegare perché questo Napoli non sia in lotta per il titolo, ma difficilmente possono giustificare una formazione che oggi appare in difficoltà anche nella corsa alle competizioni europee. E inevitabilmente il principale responsabile finisce per essere Massimiliano Allegri, chiamato a dare un'identità a un gruppo che pochi mesi fa aveva comunque chiuso il campionato al secondo posto.
Da Hojlund ai 15 tiri concessi: il Napoli non funziona nelle due fasi
Il problema non riguarda soltanto l'estetica, ma soprattutto l'efficacia. In attacco Hojlund è fermo a due reti, realizzate contro Como e Inter, e fatica a essere servito nelle zone decisive: è fuori dai primi 50 per tiri in porta e, tra i centravanti delle prime dieci, è indietro per tocchi nell'area avversaria. Ma l'atteggiamento prudente non produce benefici neppure dall'altra parte del campo. Il Napoli è 13esimo per tiri concessi e viaggia a una media di circa 15 conclusioni subite a partita, numeri mai così negativi dal ritorno in Serie A. Anche a Venezia Allegri ha schierato cinque difensori con due play davanti alla retroguardia, senza però riuscire a garantire solidità. Pressione poco efficace, baricentro spesso basso e avversari accompagnati troppo facilmente nei pressi dell'area: le due fasi finiscono così per alimentare reciprocamente le difficoltà.
Allegri sotto pressione: Champions e futuro del Napoli già in gioco
Adesso anche il calendario aumenta la pressione. Aurelio De Laurentiis ha puntato con decisione su Allegri in estate e difficilmente metterà subito in discussione la propria scelta, ma le prossime partite rischiano già di assumere un peso enorme. Martedì il Napoli affronterà uno snodo fondamentale in Champions League: un'altra mancata vittoria complicherebbe sensibilmente anche la corsa agli spareggi. Sullo sfondo non c'è soltanto il risultato immediato. Una stagione lontana dalle prime posizioni rischierebbe di incidere sulla valorizzazione della rosa e soprattutto di far perdere al club gli introiti garantiti dalla qualificazione alla prossima Champions. Per Allegri, dunque, serve una svolta immediata: cinque sconfitte in nove gare sono già troppe per continuare a parlare semplicemente di un Napoli ancora in costruzione.
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