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Nesta: "Il Milan mi portò ad un livello superiore. Con la Lazio vicino al ritorno da allenatore"

Nesta: "Il Milan mi portò ad un livello superiore. Con la Lazio vicino al ritorno da allenatore" TUTTOmercatoWEB
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Niccolò Righi
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Niccolò Righi
sabato 3 gennaio 2026, 16:30Serie A

Nella lunga intervista concessa ai microfoni di Dazn, l'ex difenosre, oggi allenatore, Alessandro Nesta ha toccati diversi temi, iniziando dal suo approdo al Milan dalla Lazio quando era calciatore: "Un passaggio traumatico, sono stato male, ma è stata la fortuna della mia vita. Il Milan mi ha portato ad un livello superiore, però sono stato male perché non riuscivo a staccarmi. In rossonero ho avuto compagni speciali come ragazzi, ogni giorno in cui andavo in campo mi divertivo perché c’era Rino che faceva ridere, poi anche Pirlo, i brasiliani. Io mi sono divertito tutti i giorni. La finale di Manchester? Una delle partite più fighe della mia vita, prima Champions e prima finale. Non avevo dormito due giorni, per cui quando è finita e ho vinto mi si è tolto un macigno”.

Nesta ha poi raccontato che c'è stata la possibilità di tornare alla Lazio, questa volta da allenatore: "C’è stato un momento, un po’ di anni fa, che era arrivata mezza telefonata. C’era Inzaghi che non si sapeva se rimaneva o se andava via e poteva succedere. Quando ho attaccato il telefono, mia moglie mi ha detto: ‘Ma che hai fatto?’. E le ho raccontato tutto. Lei mi ha risposto: ‘Vabbè, ma ci vai?’. E io: ‘Ci devo pensare’. ‘Ma che sei matto?’, mi ha detto di nuovo lei. Io le ho spiegato che la Lazio è l’unica squadra che mi può togliere il sonno, che mi cambia la qualità della vita. Sarei talmente preso e mi sentirei talmente responsabile che non so se mi farebbe bene".

Infine, Nesta ha parlato del rapporto che ha con le due squadre: "Alla Lazio c’è il cuore. Al Milan mi sono divertito e ho vinto anche tanto. A Cinecittà, quando rimanevo da solo, mi immaginavo all’Olimpico, ero sicuro proprio. Ero promettente ma non così tanto come altri giocatori a livello cittadino. Poi dopo sono uscito fuori, sapevo che potevo farcela. Il mio sogno di adesso è fare almeno una partita di Champions League da allenatore

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