Nico Paz falso nove, Fabregas: “Ha funzionato, ho solo un attaccante vero”. È l’unico limite del Como
L’esperimento Nico Paz ha funzionato. Più o meno: su un campo intitolato a Diego Armando Maradona, il numero 10 argentino del Como è stato schierato da terminale offensivo della squadra di Cesc Fabregas. Non ha brillato in assoluto, ma a livello tattico è stata una mossa giudicata in positivo, a partire dallo stesso allenatore spagnolo.
Nel post partita, l’ex centrocampista ha spiegato così le ragioni della sua scelta: “Conosco bene Conte mister, so che sarebbe venuto a pressare e a fare la partita. Abbiamo preparato un modulo che ha funzionato”. Fabregas ha poi parlato di un calendario duro da reggere per una squadra giovane e non troppo lunga, chiudendo con un’altra frase: “C’è solo un attaccante vero in squadra”.
Sulla carta, non è proprio così: ieri Fabregas aveva in panchina Anastasios Douvikas, subentrato nel secondo tempo, e Alvaro Morata. Se il primo tutto sommato sta vivendo una stagione positiva, non altrettanto si può dire per lo spagnolo, che peraltro è stato compagno di squadra di Fabregas in nazionale. Tra infortuni e zero gol in Serie A, nonostante quasi 700 minuti giocati, Morata è forse la principale delusione della stagione del Como. E quello del centravanti è l’unico grande limite dei lariani: senza nulla togliere a Douvikas, comunque autore di 11 reti in 27 apparizioni stagionali, con un “grande” centravanti il Como, oggi sesto in classifica in Serie A, potrebbe sognare ancora più in grande.











