Parma, Cuesta: "Britschgi sarà convocato. Vogliamo avere continuità"
Il Parma arriva alla 29° giornata di Serie A in una situazione di classifica piuttosto tranquilla, con la formazione crociata che può guardare dall'alto tutto il gruppo che lotta per la salvezza. La zona rossa dista ben dieci punti, ma non è ancora il momento di abbassare la guardia: ci sono gli ultimi punti da conquistare per considerare matematicamente raggiunto l'obiettivo stagionale e già la gara contro il Torino può essere una buona occasione. Di questo è ben consapevole mister Carlos Cuesta, che tra pochi minuti sarà presente nella sala stampa del Mutti Training Center di Collecchio per presentare la sfida, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Ore 13.03 - Ha inizio la conferenza.
Recupera qualcuno?
"Abbiamo fuori Bernabé sicuramente. Tutti gli altri sono a disposizione, recuperiamo Britschgi. Abbiamo anche Mena della Primavera convocato".
Parma unica squadra imbattuta nelle ultime cinque partite. Il Torino ha bisogno di punti.
"Tutti abbiamo bisogno di punti. Vogliamo avere continuità, siamo consapevoli di star facendo cose bene ma che dobbiamo lavorare con umiltà, sacrificio e unione. Mi aspetto una gara difficile, contro un avversario di qualità che ha cambiato allenatore poco fa. Noi faremo il nostro, consapevoli dei nostri punti di forza e provando a migliorare alcuni aspetti".
Un commento su Cremaschi: scelta forzata o voluta?
"Cremaschi è un giocatore versatile, può ricoprire diversi ruoli. Si è allenato a lungo come quinto e abbiamo visto i suoi sviluppi. Quando c'è stata l'opportunità l'ha saputa sfruttare. Ha lavorato con l'idea di essere pronto nel miglior modo possibile. Io sono l'allenatore e faccio le scelte, lui si è fatto trovare pronto e lo ha dimostrato in partita. Questo dice molto sulla sua mentalità e della sua perseveranza. È anche un esempio di cosa è questo gruppo, che ha quella mentalità di fare tutto ciò che è necessario per avere il risultato".
A livello mentale come sta la squadra?
"È meglio gestire i risultati positivi, ovviamente. Tutto ti porta ad avere aspetti che puoi prendere per la tua crescita. La squadra è stata equilibrata, sa che ha bisogno di prestazioni di alto livello e che serve lavorare molto. Quello non manca mai. Ti aiuta a mantenere i piedi per terra. La squadra è consapevole di voler mantenere quella linea".
Che Torino si aspetta?
"Un Torino verticale, aggressivo, che ci vorrà mettere in difficoltà. Noi dobbiamo essere bravi a portare la partita dove vogliamo".
Suzuki o Corvi? So che non risponderà...
"Lo sai già! Inizieremo in undici, che faranno al meglio per il Parma, come quelli che subentreranno. Ci sarà un portiere in campo e due in panchina".
Quanto ne ha Britschgi?
"È disponibile, può giocare".
Cosa deve fare il Parma per portare la gara dalla sua parte?
"Sapere come sfruttare gli spazi disponibili quando abbiamo la palla e gestire i momenti di transizione, oltre a dover difendere molto bene ed essere compatti. Dobbiamo vincere i duelli ed essere molto completi. Per vincere devi fare molte cose molto bene, devi essere dominante nelle aree, lì si fa la differenza nel calcio. Sappiamo i problemi che ci vuole creare il Torino e conosciamo i nostri mezzi per fare del male a loro".
Squadra che vince non si cambia o ci aspettiamo qualche cambio tattico?
"Sì ovviamente. Quello che ti aiuta a vincere in una partita magari non è funzionale in un'altra. Ogni partita è un mondo, non possiamo fermarci perché vorrebbe dire non progredire. A volte devi mantenere le cose, altre volte devi cambiare come e chi. Ma l'identità e i principi devono rimanere gli stessi sempre. Dobbiamo sempre puntare sui nostri punti di forza".
Possiamo scrivere che giochiamo con due trequartisti dietro la punta?
"Possiamo anche mettere due esterni e una punta, possiamo mettere due punte, possiamo anche mettere due play e un trequartista... Si può mettere tutto! La squadra è pronta a fare tutto".
Che caratteristiche dovranno avere i suoi centrocampisti?
"Domanda furba! Dobbiamo sapere che ci saranno tanti duelli e dobbiamo avere la capacità di combinare bene e difendere molto bene nelle situazioni di equilibrio, coprendo bene gli spazi. Poi mischieremo bene la capacità di inserirci tra le linee e attaccare la porta avversaria".
Ha avuto modo di farsi raccontare qualcosa su D'Aversa?
"No, ho avuto la possibilità di conoscerlo all'evento della Panchina d'Oro. Ho scambiato un paio di parole con lui e mi è sembrata una persona molto educata".
La Lazio è vicina in classifica. Per alzare l'asticella va fissato un nuovo obiettivo?
"L'obiettivo più grande è sfruttare ogni giorno al massimo. Questo porta a raggiungere gli obiettivi. Dare il massimo ogni giorno per portare i punti a casa. Ci concentriamo su di noi".
TMW - Il Parma dimostra di saper far giocare male gli avversari. Quanto c'è nella preparazione delle partite l'aspetto di distruggere il gioco altrui?
"Quello secondo me fa parte della costruzione. Quando approcci una partita sei proattivo e bisogna pensare cosa ci avvicina al risultato: gli avversari fanno parte di noi. È uno sport collettivo, ci saranno certi spazi e noi proviamo a portare la partita dove ci è più favorevole, sia a livello offensivo sia difensivo. In quel momento in cui tu costruisci quella idea ovviamente è legata anche agli avversari, che avranno altre idee e proveranno a metterle in campo. Si tratta di un rapporto tra costruzione e distruzione. Non so cosa è più facile o difficile. Ogni partita è complessa e necessita di attenzione. Noi proviamo a portarla dove vogliamo al massimo possibile, sempre".
Cosa manca a questa squadra per colpire anche in contropiede?
"Si può valutare sia le caratteristiche, abbiamo attaccanti che si trovano meglio negli spazi stretti o vicino alla porta, rispetto al campo aperto. Ma tante cose sono legate anche alle valutazioni su come lavorare in allenamento. Ma non è così vero che non facciamo gol in contropiede: una cosa è quando sei in blocco basso, un'altra quando recuperi palla alta come contro Sassuolo ed Hellas Verona. Abbiamo fatto gol in contropiede ma non in distanze lunghe, è vero".
Nicolussi Caviglia ha verticalizzato poco. Si deve migliorare?
"La palla filtrante è sempre la priorità. Poi non siamo riusciti a sfruttarlo, è vero. Siamo riusciti a creare alcune situazioni. Ci piacerebbe fare di più e lavoreremo in tal senso, per diventare una squadra capace di creare pericolo in più occasioni e modi diversi".
Ore 13.21 - Termina la conferenza.











