Pisa, Hiljemark "La partita di domani è un’occasione per rimettere in piedi tutto"
18:20 - Tra pochi minuti inizierà la conferenza stampa di Oscar Hiljemark, nella vigilia di Pisa Bologna. Diretta testuale a cura di TMW.
Inizio conferenza 18:22
Com'è stata questa settimana e su cosa ha lavorato? A livello tattico cambierà qualcosa a centrocampo?
"Il calcio è fantastico ma anche crudele: hai solo 90 minuti per trovare il risultato, e quando la partita finisce non puoi più cambiare nulla. È normale che fossi arrabbiato dopo Firenze, perché in certi momenti avremmo dovuto fare meglio per portare via i tre punti. Ma già dal giorno dopo abbiamo rimesso la testa avanti: lavorare bene in allenamento, migliorare nelle scelte di campo, nella parte fisica e tecnica. Io penso sempre a noi e a come migliorare la squadra, ed è per questo che sono positivo: la partita è passata e ora non esiste più. Nel primo tempo contro la Fiorentina abbiamo avuto problemi sia nelle posizioni che in certe zone del campo. Anche per questo ho cambiato sistema nella ripresa: serviva dare più equilibrio al centrocampo e migliorare nella gestione della palla. Il sistema è importante, ma ancora più importanti sono atteggiamento, intensità e qualità del nostro gioco. Oggi i moduli cambiano continuamente dentro la partita: una squadra che parte con il 3-4-3 può diventare 4-3-3 in possesso, o 3-2-3-2, e in fase difensiva ancora un’altra cosa. Dipende dai giocatori, da come si muovono, da chi viene a prendersi la palla. Per questo dobbiamo essere molto bravi nelle situazioni in cui oggi facciamo più fatica. È lì che si farà la differenza".
Dobbiamo aspettarci un Pisa più offensivo o difensivo? Denoon e Vural come stanno?
"Il sistema di gioco lo deciderò domani, ma siamo pronti per affrontare il Bologna. Vural sta meglio, e ha iniziato a lavorare sul campo. Denoon in questo momento non è nelle migliori condizioni".
Com’è andata la settimana dal punto di vista fisico e mentale? Tutti i giocatori sono a disposizione? E dopo un mese a Pisa: qual è stata la difficoltà maggiore per lei? E per i nuovi arrivati dall’estero, qual è stata la difficoltà più grande nell’inserirsi in un contesto che lotta per la salvezza?
"Rispondo prima alla seconda domanda. Quando sono arrivato, la situazione era difficile: pochi risultati, una sola vittoria in campionato e una squadra che aveva perso fiducia. È normale che in un contesto così serva tempo per ritrovare convinzione. È una situazione complicata anche per i nuovi arrivati, soprattutto quelli che vengono da campionati esteri. Non è semplice inserirsi subito in una squadra che lotta per la salvezza. C’è pressione, ci sono aspettative e c’è un tipo di partita diversa rispetto a chi arriva da fuori: devi capire il contesto, l’intensità, le richieste. La difficoltà più grande per tutti è stata questa: ritrovare identità e mentalità in un momento negativo. Ma la passione che la gente ha per il Pisa si sente e si vede, e questo aiuta molto. Per quanto riguarda la settimana: abbiamo lavorato bene. L’obiettivo è sempre pensare a noi, a cosa dobbiamo fare per portare a casa i tre punti. Degli altri non possiamo controllare nulla, possiamo controllare solo il nostro lavoro. Denoon, Vural e Scuffet sono out".
È evidente che questa squadra ha un problema di atteggiamento. C’è stato un confronto con i giocatori su questo? Ha ricevuto le risposte che si aspettava? E visto che la scorsa settimana aveva parlato di ottimi allenamenti, si è sentito tradito dalla squadra? Cosa è cambiato in questi giorni?
"È vero, dopo la partita ero arrabbiato. Ma non perché qualcuno voglia fare male: nessun giocatore scende in campo per sbagliare, e neppure io prendo decisioni per far andare male le cose. A volte però le partite diventano difficili da analizzare e da accettare subito. A Firenze siamo arrivati per giocare una grande partita e combattere per i tifosi, per la città e per noi stessi, per portare a casa tre punti. Nel primo tempo ho visto una squadra che forse è stata travolta dall’emotività: era una partita molto sentita, e questo ha influito. Nel secondo tempo invece ho visto una squadra diversa, viva, che voleva reagire. E questa per me è una sensazione positiva: significa che non siamo ‘morti’, che c’è ancora spirito. Ne abbiamo parlato insieme, sì. Abbiamo affrontato il tema dell’atteggiamento, perché la testa libera e la capacità di gestire la pressione sono fondamentali. Abbiamo bisogno di essere più liberi mentalmente e più convinti durante le partite. Io continuo a pensare a noi: vogliamo sempre prendere i tre punti, e per farlo dobbiamo combattere fino alla fine. L’importante è non farci bloccare dalla paura. Con la squadra parliamo tutti i giorni".
La sconfitta con la Fiorentina complica ancora tutto? Quanto è forte nello spogliatoio la convinzione di potercela ancora fare? E su cosa si basa oggi la vostra fiducia?
""Io sono qui per lavorare per il Pisa, per il club, per i tifosi e per i ragazzi. Voglio vincere insieme a tutte le persone che lavorano per questa società. In queste tre settimane abbiamo analizzato cosa facciamo bene e cosa facciamo male, perché abbiamo il dovere di cambiare ciò che non funziona.
Il gruppo aveva alle spalle un percorso molto difficile: una sola vittoria, tante sconfitte. È normale che una situazione così pesi, ma noi dobbiamo provare a cambiarla fino alla fine della stagione. Riguardo alla salvezza: sì, i risultati degli altri oggi ci hanno aiutato, ma questo non può essere il nostro punto di riferimento. Se gli altri perdono e noi non facciamo punti, non cambia nulla. Il nostro focus deve essere su di noi. La partita di domani è un’occasione per fare meglio rispetto al passato, e questo dev’essere il nostro obiettivo. Per quanto riguarda la convinzione, io la vedo. Nelle ultime tre partite ho visto una squadra che, pur con difficoltà, ha saputo cambiare atteggiamento durante le gare. Contro la Fiorentina il primo tempo è stato complicato, ma in 15 minuti rientrando in campo ho visto un gruppo diverso. Contro il Milan abbiamo fatto una grande partita. Questi segnali mi danno fiducia.Credo che possiamo salvarci, anche se è difficile. Ma se facciamo ciò che possiamo fare davvero, e se mettiamo insieme una prestazione da 90 minuti di alto livello, allora possiamo rimettere in piedi tutto. Se vinci domani, bene; se non vinci, non cambia tutto all’improvviso, ma cambia la fiducia in noi stessi. Ed è quella la chiave".
La fiducia nella salvezza rimane forte? E sul piano pratico: Nicolas, dopo l’ottima prestazione di Firenze, ha scalato posizioni nella gerarchia dei portieri? In questo momento pesa di più la condizione fisica o quella mentale nella scelta della formazione?
"Riguardo a Nicolas: sì, ha fatto molto bene. Non solo contro la Fiorentina, ma per tutta la settimana. Anche contro il Milan ha giocato una grande partita e sono molto contento del suo lavoro. Quando scelgo la formazione, penso a chi ha gamba, a chi ha fiducia, a chi va in campo senza paura e con la testa libera, e a chi è pronto davvero a mettersi in discussione. Io li vedo ogni giorno: vedo chi ha più voglia, vedo chi soffre un po’ di più. Ed è su questo che faccio le mie scelte".
Domani dato che Angori e Toure sono un po' scarichi potremmo vedere alternative?
"I due giocatori stanno bene, vedremo domani".
Cosa si può fare di più, soprattutto a livello mentale? La squadra ha vinto solo una partita su 26: anche in città la fiducia nella salvezza è sempre minore. Qual è il discorso che farà ai giocatori per convincerli a lottare in queste 12 partite?
""È vero, finora è stato molto difficile vincere partite. Ma ci sono modi e modi di perdere: una cosa è non creare occasioni e subire tanti gol ogni settimana, un’altra è essere dentro le partite, come siamo stati nelle ultime uscite. In questo momento dobbiamo stare molto attenti alle fasi della gara, perché contano tantissimo. Se inizi una partita male, mentalmente diventa più difficile cambiare l’inerzia. Per questo dobbiamo essere bravi a reagire, a non farci travolgere.
Se invece la partita parte bene, quello è il momento di fare qualcosa in più, di spingere per indirizzarla. Contro il Milan, ad esempio, abbiamo perso un uomo ma non abbiamo perso la partita: anzi, gli ultimi 60 minuti li abbiamo giocati molto bene. Questo per me è un segnale chiaro. Parlo di capacità di adattamento: dobbiamo essere pronti a cambiare e a leggere le situazioni dentro la gara. È questo che serve adesso. Sul piano mentale, il messaggio alla squadra è semplice: non possiamo pensare alle 12 partite che mancano, dobbiamo pensare a ogni singolo minuto. La salvezza non si costruisce guardando troppo avanti, ma giocando 90 minuti alla volta al massimo livello possibile. Siamo in una situazione difficile, lo sappiamo tutti. Ma se entriamo in campo senza paura, con la testa libera, pronti a reagire, allora possiamo ancora cambiare la stagione. La differenza la farà la convinzione di poter fare ogni giorno un passo in più".
Cosa ne pensa del rigore non dato con la Fiorentina?
"Io non voglio entrare nella polemica, l'arbitro ha scelto così e io accetto la sua decisione".
Un bilancio sulla difesa fino a questo momento sotto la tua gestione. E poi una domanda su Akinsanmiro: era stato uno dei più positivi prima di partire per la Coppa d’Africa, ma da quando è tornato è un po’ sparito dai radar. Come mai?
"Per quanto riguarda la difesa, una delle prime cose su cui abbiamo lavorato è stata proprio quella: limitare i gol subiti. E secondo me, da quando sono arrivato, la squadra ha mostrato segnali positivi. In tre partite abbiamo preso tre gol: 1 a Firenze e 2 contro il Milan. È un dato che va nella direzione giusta. È chiaro però che alcuni gol potevano essere evitati: il primo contro il Milan, così come quello contro la Fiorentina. Ma questo fa parte del calcio: quando subisci gol non è mai solo responsabilità dei difensori, così come quando segni il merito non è soltanto degli attaccanti. Per esempio, il gol che abbiamo fatto contro il Milan nasce da una costruzione bassa avviata proprio dalla nostra linea difensiva. La difesa ha fatto cose molto positive, e ha fatto anche degli errori. Ma gli errori fanno parte del gioco: se nessuno li commettesse, giocheremmo tutti un altro sport. Il nostro obiettivo è ridurli il più possibile, e su questo stiamo lavorando. Per quanto riguarda Akinsanmiro, deve lavorare ancora su alcune cose per tornare al livello che aveva prima della Coppa d’Africa. È un ragazzo che ha qualità e lo ha dimostrato, ma dopo essere rientrato non era ancora al 100%. Sta lavorando ogni giorno per tornare a un livello in cui possa aiutarci davvero, e vediamo settimana per settimana come procede".
Ha qualche contromossa per affrontare il Bologna? Giocherà Semper o Nicolas?
"Il Bologna ha grande qualità, soprattutto sugli esterni: gli attaccanti, le mezzali che si inseriscono, i giocatori che creano superiorità sulle fasce. Lo sappiamo bene e ci siamo preparati per affrontare questa forza. Abbiamo rispetto per loro, ma abbiamo lavorato per fare una partita importante anche noi. Per quanto riguarda il portiere: Semper è tornato ad allenarsi con la squadra per tutta la settimana e sta bene. Nicolas, però, ha fatto una grandissima partita la scorsa settimana. Io la mia scelta per domani l’ho già fatta, ma in questo momento preferisco che aspettiate la formazione ufficiale. È normale, fa parte delle decisioni dell’allenatore in una situazione così".
Vuole mandare un messaggio ai tifosi? Domani ci sono ancora tanti biglietti invenduti: cosa si sente di dire alla gente per invitarla allo stadio?
"Lo so, questa è una situazione molto difficile per tutti, soprattutto per chi ha un grande amore per il Pisa e una forte voglia di vedere la squadra fare bene e restare in Serie A. Capisco perfettamente le emozioni dei tifosi: non è un momento semplice. Ma proprio per questo abbiamo bisogno anche di loro. Il loro supporto è fondamentale: devono aiutarci a creare quell’atmosfera in cui chi viene a giocare qui sa che affronta non solo undici giocatori, ma un intero stadio.
Questo fa davvero la differenza. Le persone che verranno domani allo stadio contano tantissimo: la loro energia può essere decisiva. Io penso sempre alle cose positive, perché se guardassimo solo il negativo non potremmo mai migliorare. Abbiamo bisogno di unità, di forza comune. Insieme possiamo ancora cambiare questa stagione".
18:53 - FINE CONFERENZA











