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Roma, Gasperini: "Ferguson si opera, stagione finita. Totti? Non decido io il ruolo"

Roma, Gasperini: "Ferguson si opera, stagione finita. Totti? Non decido io il ruolo"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 14:00Serie A
Marco Campanella

Domani alle 18.00, la Roma sarà ospite del Genoa di Daniele De Rossi allo Stadio Luigi Ferraris. Alle 13.30 odierne, Gian Piero Gasperini presenterà il match in conferenza stampa presso l'apposita sala del Centro Sportivo "Fulvio Bernardini" di Trigoria. Diretta testuale a cura di TMW.

13.10 - A breve la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini.

13.33 - Inizia la conferenza stampa.

La situazione degli infortunati?
"È evidente che, se contiamo sempre Dovbyk e Ferguson, siamo davvero in una situazione difficile. Dovbyk è fermo da tanti mesi, e infatti è stato fatto l’intervento; se va tutto bene, potrebbe rientrare a fine aprile, inizio maggio. Quindi non possiamo continuare a considerarlo tra gli assenti. Lo stesso vale per Ferguson a questo punto, perché probabilmente finirà la stagione qui e verrà operato alla caviglia, quindi non avrà più tempo di recuperare neanche alla fine. Quindi questi ormai sono depennati dalla lista. Gli altri sì, sono quelli che abbiamo in questo momento titolari fuori. Però c'è Malen, c’è Vaz, c’è Venturino, ci sono altri, abbiamo recuperato El Shaarawy, Pellegrini, cioè è chiaro che abbiamo i numeri per continuare a giocare, anche come del resto abbiamo fatto fino adesso, perché se non parliamo di giocatori, a parte Soulé, che è fermo da qualche settimana, tutti gli altri ci sono stati molto poco".

Tante diagnosi inizialmente errate da parte dello staff medico, c'è qualche problema di comunicazione?
"No, ma sarebbe presuntuoso da parte nostra parlare di medicina, non è un argomento sul quale possiamo competere con dei medici che comunque sono dei professionisti. È vero che quest’anno si sono dovuti confrontare con dei casi molto limiti, no? Cioè a cominciare da Ferguson che si è presentato arrivando dopo un anno da un intervento con delle grosse difficoltà iniziali a recuperare con le poche partite che aveva giocato l’anno scorso, poi ha avuto un ottimo periodo mi pare intorno a dicembre, e poi dopo c’è stata questa ricaduta, ma era già un caso molto difficile. Poi c’è stato il caso di Angelino, ci sono state adesso questa situazione, c’è stata quella di Bailey, c’è stata quella di Dovbyk, adesso di Dybala, indubbiamente sono dei casi non frequenti nel calcio, perché poi non sono neanche muscolari, son tutti un po’ particolari, ognuno diverso dall’altro. Sicuramente per la squadra dover rinunciare per tanto tempo a questi giocatori sicuramente è pesante. Comunque, nonostante questo, siamo arrivati fino a qui, continuiamo a andare avanti con tutti i migliori propositi".

Ci racconta della cena con Totti? Avete parlato di un possibile ruolo come direttore tecnico?
"Non sono nella condizione di proporre di queste situazioni, io sono otto-nove mesi che sono a Roma, non mi ero mai incontrato con Totti, non è un argomento che ho tirato fuori io. È venuto fuori un mese fa, non da parte mia, e anche quella… No, ma anche sul ruolo, sul centenario e su quale ruolo, è stata una cosa che da oltre un mese io vengo qui a fare le conferenze e voi mi chiedete di Totti. Dopodiché c’era questo discorso della cena, ho detto: "ma facciamola questa cena" e penso che, senza voler mettere in difficoltà nessuno, mi sembra proprio una cena normalissima dove abbiamo parlato di calcio, basta, perché di questo dobbiamo parlare. Devo dire, a me piace anche molto come parla di calcio, uno molto diretto, che ha, come tutti i grandi campioni, delle misure e delle angolazioni molto, molto dirette e anche molto alte quando si parla di giocatori, di squadra, così. Sicuramente piacevole per me che sono sempre molto incuriosito da chi ha delle capacità particolari".

Malen è ancor più fondamentale adesso: come lo gestirà? Cosa si aspetta da Robinio Vaz? Ce lo possiamo aspettare maggiormente impiegato nelle prossime partite?

"Non si possono fare previsioni sulle partite. Adesso entriamo in una fase di partite tutte determinanti, tutte importanti, dove si gioca in modo ravvicinato, dove è importante il campionato, sarà decisiva l'Europa League. In una settimana ci giochiamo l'opportunità almeno di andare avanti in Europa League, che è una competizione importantissima. Quindi dobbiamo affrontare mentalmente questi due prossimi turni e li giochiamo in mezzo al campionato che sta diventando decisivo di partita in partita. Oltretutto abbiamo degli infortunati, speriamo non ci tocchino più altri infortuni o anche piccoli infortuni che poi fanno saltare qualche partita. I calcoli fatti prima non servono a niente, quando giochi la partita e ti trovi durante la gara devi vedere che cosa fare. Abbiamo dei diffidati, speriamo non ci tocchino altri infortuni anche piccoli che possono farti saltare qualche partita. Bisogna guardare ciò che c'è di volta in volta, come uno recupera e se si possono fare degli spezzoni. Bisogna utilizzare tutta la rosa. Vaz in questo momento è l'alternativa di Malen, abbiamo già parlato abbastanza di questo ragazzo. Ogni situazione e occasione, giocando così ravvicinati, ci sarà bisogno di lui come di Arena e di tutti quanti. Come, quando e dove lo vedremo giocando".

A che punto è la Roma rispetto alle rivali nella lotta Champions? Angelino quando può tornare a disposizione?
"Sicuramente sta meglio, sicuramente si sta allenando, sta acquisendo sempre più capacità, però poi la capacità di prestazione non lo so, negli ultimi tempi è sicuramente migliorato, ma ha avuto un periodo che era fuori completamente, fermo completamente, quindi lo vedremo. Sulle altre cose siamo lì a giocare con tutti, infortuni importanti li hanno avuti un po’ tutte, un po’ tante squadre. È imprevedibile questo. Il tipo di infortuni che abbiamo avuto noi poi sono stati particolari, nel senso che io ho avuto 14-15 giocatori, forse anche 16, degli highlander che hanno avuto pochissimo e soprattutto, rispetto ad altri anni, anche di natura muscolare, che sono quelli più frequenti nel calcio, sono stati veramente pochi e sempre molto brevi. Purtroppo ci sono stati alcuni, Bailey da fuori cinque mesi che è doppio da fuori, che si sommano, cioè abbiamo avuto diversi giocatori che sono stati fuori tanti mesi. Di solito magari stanno il numero lo stesso, però distribuito in pochi giocatori. Però, io continuo a guardare avanti, continuo a guardare alla partita contro il Genoa. Ci sarà il Genoa, ci sarà il Bologna, ci sarà il Como, ci sarà il Bologna, e arriviamo alla sosta con Lecce. Sono già due settimane belle, non decisive, non decisive, io continuo a ripetervi che la decisione adesso è di stare dentro, poi ad aprile e di continuare a stare dentro poi a maggio. E le cose decisive saranno a maggio, sperando di poter giocare per l’Europa e di stare dentro, l’obiettivo adesso è stare dentro".

La squadra l'ha seguita in settimana sul concetto di non abbattersi? C'è stata un'analisi sulle rimonte subite?
"Dipende sempre da che parte si vogliono vedere le cose. All'andata avevamo perso sia con il Napoli sia con la Juve, ora abbiamo fatto due punti. Potevano essere probabilmente di più, sì. Siamo usciti dispiaciuti martedì, quando ci siamo ritrovati a Trigoria, perché quando prendi gol a 2' dalla fine pesa molto di più rispetto a quello per esempio subito a Napoli a 10' dalla fine. Soprattutto in virtù della partita e da come è andata la gara. Puoi continuare a parlare di questo o di che prestazioni hai fatto, di come hanno giocato certi giocatori. Dipende sempre che cosa si vuole vedere".

Cosa si aspetta dalla gara di domani? Quanto influenzerà Marassi?
"Domani giochiamo a Genova. Conosco bene quello stadio pieno. Una squadra che in casa va forte, trascinata da e spinta dal pubblico. Non c'avevamo niente da fare, dobbiamo organizzare, pensare alla squadra, alla prestazione. Loro hanno 27 punti, noi ne abbiamo 51. Probabilmente vuol dire che abbiamo fatto bene, però ci sono anche delle condizioni particolari dove se arrivi con tutti questi mal di testa, con tutti questi problemi psicologici, corri il rischio che diventino ancora più alti. Dobbiamo andare a giocare una gara, dove dobbiamo arrivare forti, sarà una gara difficile come tutte quelle del nostro campionato. Abbiamo fatto tante trasferte quest'anno, è una partita che vale tre punti".

La squadra ha subito più gol, ma ha anche segnato di più. Hermoso come sta?
"Oh, finalmente. Attacchiamoci a queste cose qua e quindi vuol dire che abbiamo un buon trend. Beh, sicuramente Malen pesa, pesa molto bene. Però, insomma, non è che prima di Malen andassero malissimo le cose, adesso sicuramente, con lui, abbiamo più potenzialità offensiva. Questo deve essere l'altro bicchiere mezzo pieno che cominciamo a vedere. Hermoso domani no, vediamo la prossima settimana".

Tornando al 3-3 con la Juve, si è dato una spiegazione alla rimonta subita?
"Basta... Non abbiamo subito tantissimo, anche dopo il 3-2, anche negli ultimi minuti finali. Abbiamo avuto occasioni anche noi, poi c'è stato un calcio d'angolo, e poi c'è stata un'opportunità tirata a due minuti dalla fine dentro l'area che è finita con il gol, come ho visto tante volte in questo campionato. Se poi su quello si vuole giudicare tutta quanta la partita, è normale essere pessimisti. Basta. Cioè, non riesco a ragionare in quell'ottica. Faccio veramente fatica, però lo accetto. Giudicare la partita per una punizione a 2' dalla fine... C'è un avversario, abbiamo fatto la prestazione. Non ne voglio neanche più parlare. Fa parte della cosa, ma non mi coinvolgo in questo".

Come si sopperisce per caratteristiche all’assenza di Wesley? L'operato di Daniele De Rossi al Genoa?
"Daniele sta facendo bene. Sta dando tanto a una squadra che gioca a calcio, una squadra che è convincente col proprio pubblico, ecco e quindi questo è un segnale positivo. Quando la gente va allo stadio e insomma ha fiducia nella propria squadra, è soddisfatta di come gioca la propria squadra, già è un grande segnale. Poi stanno giocando per obiettivi diversi dai nostri, però stanno costruendo, stanno costruendo il loro traguardo, che anche per loro è tutto quanto da giocare, è tutto quanto aperto, c’è difficoltà per tutti in qualunque zona della classifica, però sicuramente sta facendo un lavoro molto buono. Wesley è squalificato, come capita con le somme di ammonizioni, quindi abbiamo un paio di soluzioni, vediamo".

L’ha convinta la prestazione di Rensch contro la Juventus? Domani può giocare titolare, considerando anche la probabile assenza di Norton-cuffy nel Genoa?
"Ha fatto molto bene, ha fatto molto bene perché arrivava comunque anche da un periodo di poco impiego, anche da un periodo di infortunio, ha avuto un colpo al ginocchio che l’ha tenuto con un grosso ematoma e indisponibile per diverse settimane e gli ha impedito di allenarsi bene. Nel finale ha pagato un po’ di crampi, ma è normale quando non giochi da tempo. Ma lui aveva già fatto altre prestazioni buone. L’alternativa a Wesley a sinistra, può giocare Tsimikas, può giocare lui, può giocare Celik, può giocare Ghilardi. Sono queste le possibilità. In base a questo, Celik può giocare dietro, può giocare esterno. Quindi su quello ti muovi".

Contro la Juventus la Roma aveva 75 minuti in cui è stata perfetta o quasi, ma Cristante è sembrato un po’ sotto tono: domani può riposare? Poi, una curiosità, lunedì chi ha pagato, lei o Totti?
"Nessuno dei due (ride ndr). Cristante sta giocando tantissime partite, ogni tanto capita... non puoi sempre sapere qual è il recupero adatto. Adesso che giocheremo anche in maniera ravvicinata, questo è l’aspetto un po’ più difficile per tutti quanti: riuscire a intuire quando uno magari ha bisogno di un giorno in più di recupero oppure quando è in grado di recuperare anche una partita tra giovedì e domenica. Però Cristante è indispensabile, faccio sempre molta fatica a rinunciare perché nel gioco aereo è fondamentale e non abbiamo altri nei ruoli offensivi o di centrocampo che hanno questa abilità nel gioco aereo, oltre chiaramente la duttilità di tutto il resto. Però anche lui non è che può giocare sempre, ci sono delle volte che magari ha bisogno di recuperare un po’ di più, oltretutto quella è la zona del campo in cui noi abbiamo più alternative importanti e valide".

14.00 - Termina la conferenza stampa

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