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Inter sulle spalle di Pio Esposito. Ma Chivu cerca anche il miglior Thuram

Inter sulle spalle di Pio Esposito. Ma Chivu cerca anche il miglior ThuramTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:00Serie A
Bruno Cadelli

“Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette”, canta De Gregori. Solo il tempo dirà quali orizzonti potrà toccare Pio Esposito con la maglia del club e della Nazionale. La certezza però è che stiamo parlando di un diamante da levigare con cura, con doti fuori dal comune. Il futuro del numero 94 oggi è il derby di Milano, una partita già vissuta ai tempi delle giovanili nerazzurre, prima con l’under 17 e poi con l’under 19. Entrambe le volte a segno senza mai vincere. E per un ragazzo abituato ad anteporre gli interessi di squadra ai propri, non sono ricordi felici. Domani proverà a coronare il sogno di battere i rossoneri, magari con una rete delle sue, da centravanti vecchio stampo in un calcio che cerca ostinatamente la via di una non meglio precisata modernità. Ma la forza di Pio Esposito non è solo nel gol, quanto nell’attitudine. Perché il classe 2005 non è solo fisico, anzi. Parliamo soprattutto di grande tenuta mentale e di un’umiltà fuori dal comune. “Non si può dire niente a Pio” ha detto recentemente Dimarco. Ed è giusto così. La gloria del gol per un attaccante è il pane quotidiano, ma anche quando era andato a segno contro il Bodo Glimt l’ex centravanti dello Spezia non ha mai esaltato la propria prestazione. Senza Lautaro l’Inter si appoggia sulle sue spalle, sicuramente non strette come quelle del numero sette della Leva calcistica del 68.

Da tempo Pio stava facendo coppia fissa con Lautaro, scalzando anche Thuram nelle gerarchie flessibili di Cristian Chivu. Accanto a lui ci sarà Thuram, uno che di derby se ne intende, avendo marchiato a fuoco la sua storia in nerazzurro proprio con due reti rimaste nel cuore dei tifosi. La prima - siluro all’incrocio dei pali - nella roboante vittoria per 5-1 nel derby d’andata nello scudetto della stella. La seconda - destro rasoterra velenoso sul primo palo - nella partita sotto la pioggia che ha consegnato ufficialmente alla squadra di Inzaghi lo scudetto. Forse al numero nove serve proprio il Milan per trovare la via del gol, spalleggiandosi con il giovane collega d’area di rigore. L’Inter domani deve ritrovare i gol dei suoi attaccanti, chiamati a non far rimpiangere l’assenza di Lautaro Martinez. Bonny ci sarà, ma dovrebbe partire dalla panchina per subentrare a gara in corso.

Chivu sceglierà solo domani chi partirà da titolare nel derby che può regalare ai nerazzurri lo scudetto. Ci sarà Calhanoglu, ex mai amato dai rossoneri, al quale brucia ancora il rigore sbagliato nella gara d’andata neutralizzato da Maignan. Ci sarà un’accoglienza infernale anche per Alessandro Bastoni, già bersagliato dai fischi dal pubblico di Lecce e Como. Chivu vuole concentrazione massima. Il derby vale più del primato cittadino. E una sconfitta nerazzurra potrebbe scatenare un’onda anomala. Quella tempesta perfetta che l’allenatore rumeno vuole evitare per non far sbandare la nave.

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