Roma, Gasperini: "Vincere un trofeo europeo è un problema per le italiane"
Vigilia europea per la Roma: domani alle ore 21.00, i giallorossi ospiteranno allo Stadio Olimpico lo Stoccarda in Europa League. Alle 13.30 odierne, Gian Piero Gasperini presenterà il match in conferenza stampa presso l'apposita sala del Centro Sportivo "Fulvio Bernardini" di Trigoria. Diretta testuale a cura di TMW.
13.10 - A breve la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini.
13.35 - Inizia la conferenza stampa.
Che tipo di gestione farà in vista di domani considerando i tanti impegni?
"La squadra sta bene, a parte Hermoso e Dovbyk e i nuovi. Domani è una partita ravvicinata a quella del Milan: adesso è una gara di maggiore attenzione. In Europa stiamo bene, vincendo potremmo saltare i playoff. La nostra attenzione al momento è al campionato".
Dybala sembra diverso, può giocare queste due gare ravvicinate? Si aspettava questa Roma a questo punto della stagione?
"La Roma si è contraddistinta da subito per la mentalità, il gruppo era già motivato per fare bene. Quello che mi auguro andando avanti in stagione, anche se 21 giornate è già significativo, è che si migliori qualitativamente. Le prestazioni però sono sempre state buone, in poche occasioni siamo stati sottotono. Paulo aveva già fatto bene, poi è calato e ci ha messo un po' di più a recuperare. Gli anni passano, magari in velocità ha qualcosa in meno, ma ha le capacità di giocare in modo determinante".
L'importanza dell'Europa League?
"Non metto il punto sulla vittoria del trofeo: l'ultima l'ha vinta l'Atalanta, poi il Parma. L'ultima vittoria in Champions risale al 2010 con l'Inter. Se il trofeo è l'unica cosa gratificante, allora si è sempre delusi: vincere un trofeo in Europa per le italiane è un problema. Vale per tutte, anche per la Roma. Va spostato l'obiettivo, bisogna crescere in ogni occasione. Quando si ha la sensazione di essere forti, allora forse si può vincere".
La fiducia per il quarto posto è aumentata?
"Ho sempre giocato per fare il massimo, chiaro che all'inizio non sapevamo quale fosse la nostra dimensione. Ora non c'è nulla di definitivo, ma è una posizione che abbiamo conquistato. Giochiamo per dare il massimo, contro squadre molto vicine, tolta l'Inter. Abbiamo un discreto vantaggio su Bologna e Atalanta, che sono state da Champions fino alla passata stagione. Nei mesi ci siamo conquistati questa posizione e faremo di tutto per difenderla e incrementarla. Anche noi abbiamo una considerazione di noi stessi superiore rispetto a quella di qualche tempo fa".
Ci spiega cosa è successo con Bailey? Si aspetta qualcosa in entrata?
"Bailey ha avuto un'esperienza negativa, si è infortunato il primo giorno ed è iniziato il calvario. A volte sembrava potesse recuperare, poi ha avuto ricadute. Pensavamo potesse aiutarci, ma gli infortuni hanno determinato la scelta, compresa la gara col Torino in cui si è fermato. Allora è stata presa la decisione. Questo apre uno spazio. Non so cosa può succedere, si vedrà. Se arrivano situazioni che ci migliorano, bene, altrimenti restiamo così".
Come sta Ferguson? Il club lo vuole tenere fino a fine stagione?
"Sicuramente ha recuperato dalla contusione: domani ci sarà. Ora è un giocatore della Roma, ogni occasione è buona per lui per fare bene: ultimamente l'ha fatto. Domani mi aspetto una prestazione giusta".
Sul divieto di trasferta ai tifosi?
"Questo è l'eterno problema: per pochi si penalizzano tutti. Queste situazioni non le vuole nessuno, è chiaro non fanno parte dello sport. I provvedimenti esistono per farne accadere di meno. Vedere così tanta gente in trasferta è positivo, mi dispiace. Non so se è la pena migliore, per me no".
I giovani in rosa possono essere considerati dei nuovi acquisti dato che sono migliorati da inizio di stagione?
"Mi piacerebbe sviluppare un nucleo forte di 15-16 giocatori competitivi, sui quali far crescere i giovani che possano alimentarlo. In base alla loro crescita, che va vista solo in campo, andare avanti con la crescita anche della società, che deve essere però sostenibile. Stiamo cercando di fare questo. La realtà, quando sono arrivato, diceva di una squadra con tanti esuberi e giocatori in scadenza. Ci vuole tempo, poi si parlerà di vittorie, ma senza questo non si può fare nulla. Ogni volta, altrimenti, hai un mese di calo e chi gioca? Pisilli è l'esempio di un settore giovanile, che deve tornare a dare giocatori: lui è cresciuto e non serve andare in prestito, è cresciuto. Mi auguro che diventerà del valore degli altri, ma è il prototipo perfetto: non serve che vada in giro, deve diventare forte qui".
14.10 - Termina la conferenza stampa.











