Romano Schmid è il manifesto delle ambizioni del 'vecchio' e nuovo Frosinone
Quando il Frosinone ha deciso di investire su Romano Schmid, prendendolo a titolo definitivo dal Werder Brema con un contratto quadriennale, ha mandato un segnale preciso. Non soltanto un rinforzo per affrontare la Serie A, ma un calciatore nel pieno della maturità, con esperienza in Bundesliga e in Nazionale, capace di alzare immediatamente il livello tecnico della squadra. Un acquisto manifesto: 8,5 milioni di euro, mica spiccioli, per spiegare le ambizioni della nuova proprietà americana di Clara Vista ma anche la volontà di costruire una squadra competitiva attraverso scelte mirate.
Che rendimento per Schmid: il colpo perfetto
Schmid ha qualità, personalità e soprattutto quella capacità di leggere gli spazi che è un Graal che osservatori e direttori cercano. E figuriamoci in un giocatore così importante: è la massima ambizione, spesa e resa, insieme. Non è un acquisto da copertina fine a se stesso: è un investimento che risponde a un'esigenza precisa del tecnico Massimiliano Alvini e delle nuove ambizioni della nuova proprietà.
Il filo conduttore col passato
Nuovo, nuovo, nuovo. Mica solo quello, nel Frosinone. Anzi. Il passaggio societario non ha cancellato il lavoro di chi conosce già l'ambiente. La presenza di Maurizio Stirpe alla presidenza nella fase di transizione e la conferma di Renzo Castagnini nell'area tecnica rappresentano un elemento di continuità in una stagione di grandi cambiamenti. La nuova proprietà porta risorse e prospettive diverse, mentre la dirigenza che ha accompagnato il Frosinone fino alla promozione conserva la conoscenza del gruppo, delle dinamiche interne e delle necessità della categoria. Schmid è uno degli acquisti che meglio raccontano l'incrocio tra queste due dimensioni.
La mano di Alvini
Non tutto viene da solo. Anzi. C'è tanto, tantissimo, dell'allenatore. Massimiliano Alvini sembra aver individuato in Schmid una delle chiavi del suo Frosinone. Il trequartista austriaco si muove tra le linee, partecipa alla costruzione, accelera la manovra e soprattutto mette i compagni nelle condizioni di fare male. I tre assist nelle prime sette presenze in Serie A sono la fotografia di un impatto già significativo, ma il contributo va oltre i numeri, oltre alle due reti nell'ultima di campionato. Chapeau.






