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Tosto: “100 milioni e Alonso per Lukaku è una grande offerta. Poi dentro Zapata”

TMW RADIO - Tosto: “100 milioni e Alonso per Lukaku è una grande offerta. Poi dentro Zapata”TUTTOmercatoWEB.com
martedì 03 agosto 2021 19:06Serie A
di Dimitri Conti

L’ex difensore Vittorio Tosto ha parlato a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: “L’Atalanta e il Milan hanno un vantaggio: entrambe sono in crescita e possono proseguire nella griglia di partenza senza dover ricostruire da zero come altri. Anche Allegri sappiamo cosa ha dato, ma è un nuovo ciclo: riparte con una nuova mentalità. Dovrà competere in Champions League, nella sua testa sa che il richiamo è perché ha tanto da dare. Questa consapevolezza può creare una nuova mentalità nell’ambiente. Allegri dei nuovi è quello che inciderà di più, poi Pioli e Gasperini”.

Cosa serve alla Juventus dal mercato?
“In difesa e in attacco hanno due giocatori per ruolo, uno più forte dell’altro. Non c’è solo la squadra, ma anche le riserve. Ora dovranno puntellare il centrocampo, senza ombra di dubbio. Pjanic per Allegri è una garanzia, per il resto siamo oltre l’80% di costruzione. Non penso a stravolgimenti

Al Napoli basta Emerson Palmieri per accorciare il gap?
“C’è una situazione particolare: a livello individuale i giocatori hanno tutti un certo curriculum e hanno cresciuto i propri parametri, ma nel complesso la società, senza Champions, ha perso appeal. Spalletti cerca di tenere i pezzi migliori, ecco perché si ‘incatena’ se va via Koulibaly o chi per lui. Il Napoli ha 14-15 calciatori di primissimo livello, dovrebbe arrivare a ventuno-ventidue. Per il terzino sinistro Emerson sarebbe una garanzia, c’è bisogno di intervenire nel modo giusto sui vari ruoli, tamponando con introiti inferiori”.

A 120 milioni di euro Lukaku si vende o no?
“Quella di 100 milioni più Alonso è una grandissima offerta, non buona. Da prendere il calciatore e accompagnarlo personalmente. I grandi manager del calcio dicono “vendi e prendi”. Con i soldi di Lukaku ripiani il bilancio e prendi un giocatore forte come Alonso…”.

Con chi lo sostituirebbe?
“Qualcuno lo troverai sempre. Ricordo che già ai tempi, dopo Rummenigge e Matthaus, o Christian Vieri, si diceva che non ci sarebbero più stati giocatori di quella portata. Se va via Lukaku, l’Inter troverà qualche altro centravanti, magari italiano, che farà la sua storia. Sono dispiaciuto, però: agli Europei abbiamo dimostrato che siamo superiori al calcio inglese, ci prendono i giocatori perché hanno i soldi. Poi comunque arrivano secondi”.

Dopo Hakimi, sarebbe un altro addio pesante.
“Quando a Milano fu fatta la riunione tecnica post-Scudetto, Conte ha fatto una domanda precisa: “Hakimi e Lukaku sono sul mercato?”. La risposta è stata positiva, e lui ha detto di no, di vendere qualsiasi altro. Lì è nata la rottura diretta, senza mezzi termini. Hakimi è stato venduto, intanto, e con Lukaku non so cosa accadrà, ma due più due fa quattro”.

Lo sostituirebbe con Vlahovic o Zapata?
“Con Zapata sono più simili, l’idea di inserirlo al posto di Lukaku si vocifera già da tempo nei corridoi di Milano, Atalanta permettendo”.

Quante speranze può avere la Salernitana?
“So che spirito hanno in questo momento, è la squadra del mio cuore. La Salernitana è come i gatti, ha sette vite e quando c’è da fare l’impresa ci riesce sempre. L’errore più grosso che tutti possono fare è sottovalutarla. Sono stati costretti a fare i salti mortali, ma ci sono abituati”.

Perché Gattuso è arrivato al divorzio con la Fiorentina?
“Tra lui e Commisso ci sono state molte telefonate, un fidanzamento che non si è trasformato in un matrimonio al momento di andare alla chiesa per sposarsi. Essendo questa piena, hanno deciso di non presentarsi entrambi”.

Chi era meno convinto?
“Commisso. Non tanto per Rino, per cui stravede e che sarebbe diventato un idolo a Firenze, ma perché la cosa è nata con non poche difficoltà. Aveva strappato il sì ad un allenatore molto richiesto, mandando avanti sempre i suoi collaboratori, che non è la stessa cosa di scendere in campo in prima persona. Forse così le cose sarebbero andate diversamente, si sono messe di mezzo troppe persone. Avessero gestito le cose direttamente Commisso e Rino, magari… La parola trasportata arriva col carico. Peccato, perché l’avrei visto volentieri a Firenze, in Calabria sarebbero nate maree di Viola Club”.

Ora sta a Italiano…
“Eh, ma è difficile: italiano e calabrese sono due lingue diverse (ride, ndr)!”.

Basta l’allenatore?
“Serve creare una linea guida, tecnica, da perseguire. Le idee che balzano in testa sono migliaia, ma non puoi cambiare strada ogni giorno. Quella della Fiorentina era andare su un allenatore giovane, che facesse rendere al meglio anche eventuali giovani e confermati. Per quello che ha fatto con lo Spezia, ha mostrato di avere capacità”.

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