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Torino, Cairo: "Mancano almeno tre giocatori, ma il mercato è complicatissimo"

TMW - Torino, Cairo: "Mancano almeno tre giocatori, ma il mercato è complicatissimo"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Image Sport
giovedì 4 agosto 2022, 21:53Serie A
di Simone Lorini
fonte da Torino, Emanuele Pastorella

Al termine della sfida tra Torino e Milan per il "Memorial Mamma e Papà Cairo", il patron granata Urbano Cairo ha parlato anche del mercato che attende la sua società in queste ultime quattro settimane di mercato: "Abbiamo tutte le intenzioni di investire e di far la miglior squadra possibile. Il calcio però dev'essere sostenibile, senza sostenibilità non va molto lontano. È molto importante fare il meglio possibile con i vincoli economici che abbiamo".

Quanto pesano le sue scelte?
"Io ho risanato tante aziende che ho comprato da terzi in condizioni terribili, da La7 a RCS. Abbiamo azzerato i debiti e le abbiamo fatte guadagnare. Il Torino ha avuto un periodo, diciamo dal 2013 al 2018, in cui ha coniugato buoni risultati sportivi a quelli economici. Poi ho fatto dei passi più lunghi della gamba perché ci tenevo a fare il miglior Toro possibile. Questo si è legato alla pandemia, che ha portato l'assenza di pubblico e la diminuzione di introiti da sponsor, nonché il calo dei prezzi dei giocatori, che ora sono nuovamente esplosi. Insomma, c'è stata una serie di situazioni economiche non buone che guarda caso sono state accompagnate da risultati meno buoni. Non mi riferisco certo all'ultimo anno, ma a quello precedente, l'unico in cui abbiamo rischiato veramente la retrocessione dei dieci anni precedenti. Negli altri, sei volte siamo finiti nella parte sinistra, che sarà poco ma è qualcosa, visto che me lo chiedevano quando arrivai. Poi c'è stata una stagione in cui siamo finiti dodicesimi e solo una in cui abbiamo rischiato veramente. Non mi sto mettendo delle medaglie, però ho preso un Toro fallito che era stato, nei dieci anni precedenti, sei volte in B e quattro in A con tre retrocessioni".

L'inizio di campionato anticipato non condiziona le scelte di mercato?
"Un pochino sì, ma alla fine si anticipa di una settimana. Nel 2018 ad esempio giocammo la prima con la Roma in casa ed era il 20 di agosto circa. Stiamo parlando di una settimana di anticipo, quindi tutto gestibile. In ogni caso ho un dispiacere: ho un allenatore come Juric che mi piacerebbe accontentare, ma per un pregresso complicato non sono ancora riuscito a dargli quello che avrei voluto. E' il più grosso rammarico che ho. Ma resto molto fiducioso, stiamo lavorando per fare sì che le cose accadano e accadano molto velocemente. Poi il calcio è particolare: sembra che hai chiuso un giocatore, ti stai scambiando i documenti e poi qualcosa accade a bloccare tutto".

Che acquisti dobbiamo aspettarci? Juric ne chiedeva dieci.
"Adesso vediamo... Sappiamo cosa serve. E’ arrivato Radonjic, Pellegri è un acquisto perché non era nostro, Bayeye che è un giovane di potenzialità, abbiamo preso Lazaro che l’Inter pagò 22 milioni e può avere grande potenziale. Manca un centrale difensivo perché abbiamo venduto Bremer, manca un centrocampista e ci sono cose che stanno nascendo, poi sulla trequarti abbiamo Radonjic, Verdi, Seck, quindi ne cerchiamo almeno uno. E poi vediamo se ci sono opportunità. L’anno scorso facemmo tre cose all’ultimo giorno. So che non si fanno all’ultimo giorno, il mister ha ragione su questo: ma il tema è che il mercato è strano, purtroppo è complicatissimo, ma siamo qui per fare bene e per fare la squadra".