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Tracollo Lazio, mai così male da 16 anni. Tra undici gare la palla passerà a Sarri

Tracollo Lazio, mai così male da 16 anni. Tra undici gare la palla passerà a Sarri
© foto di www.imagephotoagency.it
Raimondo De Magistris
Oggi alle 13:50Serie A
Raimondo De Magistris

Bisogna tornare a sedici anni fa per trovare una Lazio messa peggio a questo punto del campionato. Era l'annata 2009/10, da meno di un mese Edy Reja si era insediato al posto di Davide Ballardini e la squadra biancoceleste - dopo 27 giornate di campionato - aveva accumulato solo 26 punti: quart'ultima, solo a più +3 sul Livorno in zona retrocessione. Il finale sarà poi decisamente in crescendo: venti punti nelle successive undici partite serviranno ai biancocelesti non solo per allontanarsi presto dalle zone calde della classifica, ma anche per chiudere il campionato in dodicesima posizione.
Dopo quella stagione la Lazio ha sempre fatto meglio rispetto a quanto accaduto fin qui in questa annata. Ieri a Torino non ha preoccupato solo la sconfitta, ma soprattutto come è arrivato il 2-0 contro una squadra reduce dal cambio di allenatore. "Ho visto una squadra triste e senza energie - ha detto Sarri in conferenza stampa -. Quando non prendi le palle vaganti, è inutile parlare del modulo. La realtà è questa, è inutile giustificarsi". Per la Lazio è arrivata la nona sconfitta in ventisette partite, al momento la classifica dice 34 punti conquistati e decimo posto. Soprattutto nessuna licenza di sognare dato che la Juventus, oggi sesta, dista ben tredici punti.

Preoccupa il presente, preoccupa ancor di più il futuro. Il pubblico che non c'è, la prospettiva di una squadra che rischia di doversi adeguare all'anonimato. Il mercato di gennaio dopo un'estate senza la possibilità di poter operare ha solo ulteriormente indebolito alla rosa. E' stato soprattutto il mese in cui sono andati via il Taty Castellanos e Mateo Guendouzi. Ratkov, preso per ricoprire il ruolo di nuovo centravanti titolare, anche dopo ieri resta un oggetto sconosciuto. Come se non bastasse, anche la difesa sembra aver perso le sue certezze. "La mancanza di solidità difensiva per noi è una novità, siamo sempre stati una squadra con applicazione difensiva", ha detto ieri il tecnico biancoceleste che ora ha solo il compito di portare a casa la stagione. E poi si vedrà...

Già, perché proprio Sarri dopo le prossime undici partite dovrà decidere cosa fare del suo futuro. Della sua seconda avventura biancoceleste. In estate poco dopo aver firmato scoprì che la società non avrebbe potuto operare sul mercato, un duro colpo a cui reagì con la promessa ai tifosi biancocelesti che sarebbe rimasto nonostante tutto. Una promessa che durante quest'annata non ha mai pensato di disattendere. Adesso però che la stagione sta scivolando via verso l'anonimato è inevitabile iniziare a pensare a ciò che sarà: ancora undici partite e poi sarà lui a decidere se continuare o meno a far parte di questo progetto.

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