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Zanoli: "Vissuto settimane strazianti dopo l'operazione. L'Udinese è un ambiente unico"

Zanoli: "Vissuto settimane strazianti dopo l'operazione. L'Udinese è un ambiente unico"TUTTO mercato WEB
Alessio Del Lungo
ieri alle 21:30Serie A
Alessio Del Lungo

Alessandro Zanoli sa che la sua annata è stata fortemente condizionata dall'infortunio che gli è capitato, ma non ha assolutamente mollato. A testimoniarlo sono proprio le sue parole nella lettera che l'esterno dell'Udinese ha pubblicato su GianlucaDiMarzio.com: "Tutto stava andando bene. Sentivo la fiducia di tutti, avevo trovato continuità. Era il momento migliore della mia carriera. Poi è arrivato il 26 gennaio 2026. Chiudo gli occhi, torno a quel momento. Un cambio di direzione normale, il ginocchio fa un rumore strano. Devo tornare a difendere, non ho tempo per fermarmi. Continuo a giocare. Nel secondo tempo segno il mio primo gol con la maglia bianconera. Pure un gran gol, probabilmente perché avevo il ginocchio rotto. La notte sono un po’ preoccupato, ma penso sia solo una distorsione. La mattina dopo non riesco a piegare la gamba, l’ecografia rileva del liquido. Passano 24 ore e faccio la risonanza. Torno a casa e aspetto. Sono le 20, suona il telefono. È il dottore del club: 'Ale, ho brutte notizie. Ti sei rotto il crociato'. Mi crolla il mondo addosso. Buio. Mi sono rotto il crociato. È successo nel mio momento migliore. Stavo vivendo la mia rivincita. Dovrò stare lontano dal campo per sei mesi. È gennaio e la mia stagione è già finita. Perché ancora a me?".

Zanoli però, dopo uno shock iniziale, si è ripreso alla grande: "Riapro gli occhi. Sono passati tre mesi da quel giorno. È stato un periodo tosto. Mi sono voluto operare subito. Il 28 gennaio ero già a Villa Stuart. Poi è iniziato il mio percorso di riabilitazione. Le prime settimane sono state difficili. I pensieri correvano veloci nella mia testa. Erano opprimenti. Non potevo neanche muovermi. E per me che ero abituato ad allenarmi sempre, era straziante. Anche il rapporto con il cibo è stato difficile. Tengo molto al fisico e all’alimentazione, senza poter fare attività fisica ho dovuto trovare un equilibrio diverso per non ingrassare. All’improvviso mi sono ritrovato in una vita diversa, impensabile fino a poco tempo prima. Vedete, a volte non si pensa a ciò che significa vivere un infortunio come il mio. E no, non parlo solo del dolore fisico. Parlo delle implicazioni che comporta sul piano mentale e della tua quotidianità. Ti trovi costretto a convivere con variabili e parti di te prima sconosciute. Passi mesi solo con te stesso. Vai al centro sportivo, ma hai ritmi diversi rispetto alla squadra. Altri tempi, altri allenamenti, altri spazi. Ti cambi e poi devi prendere una strada diversa dagli altri. E la tua strada non va al campo".

Infine è il momento dei ringraziamenti: "Devo dire grazie ai compagni e al club. Mi sono sempre stati vicini, facendomi sentire parte di loro. Sono fortunato a vivere il recupero in un club come l’Udinese. Per l’attenzione alla persona, al suo recupero e benessere. Un ambiente unico, familiare e raro. Sto facendo qualsiasi cosa per tornare in campo. Di questo periodo ricorderò il sacrificio e il lavoro. E una consapevolezza diversa. Una consapevolezza nata e costruita negli anni passati e in questi ultimi tre mesi. Tre mesi che mi hanno permesso di conoscermi. Conoscermi un po’ di più. Un infortunio non cancella chi sei e quello che hai fatto, non cambia il valore di una persona. Anzi, lo aumenta. Sono esperienze che ti cambiano, ti rendono uomo. E ora posso dirlo: sono orgoglioso di me. Sono stato forte. Ho passato tanti momenti che mi hanno messo alla prova come calciatore e, soprattutto, come persona. Sono rimasto in piedi. Nella mia carriera calcistica non ho vissuto e ottenuto quello che meritavo. Chissà, magari il destino mi sorriderà. Ma ora sto lavorando per riprendermi ciò che la vita mi ha tolto. Lo farò con l’Udinese. Agosto è vicino. Manca poco, lo so. Sto per tornare. Lo prometto a voi, lo prometto a me".

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