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Ascoli, Castori: "Dobbiamo incendiare la piazza e salvarci. Avevo bisogno di sentire la passione"

Ascoli, Castori: "Dobbiamo incendiare la piazza e salvarci. Avevo bisogno di sentire la passione"TUTTO mercato WEB
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
martedì 14 novembre 2023, 14:34Serie B
di Tommaso Maschio

Il neo tecnico dell’Ascoli Fabrizio Castori ha parlato quest’oggi in conferenza stampa presentandosi nuovamente a una piazza in cui torna a distanza di dodici anni: “Ringrazio la società che mi ha chiamato e riportato in un luogo in cui avverto sempre grande emozione, questo mi darà una forte motivazione per non deludere. Il mio è un calcio propositivo in avanti, fatto di aggressività e velocità di esecuzione, la squadra si adatta alle richieste dell’allenatore, ci lavoreremo e abbiamo 15 giorni di tempo per modificare l’aspetto mentale e di campo. Del contratto non m’importa, sono qui per l’affetto e l’amore che ho per questa piazza, quest’anno avevo bisogno di passione, affetto e calore, aspetti importanti per un passionale come me. Poi è chiaro che ci sono clausole, ma lasciano il tempo che trovano. Se stiamo bene si può continuare insieme altrimenti ci separiamo. Ora dobbiamo pensare a salvarci, non a mettere l’asticella ai play off che sono lontani”.

Castori parla poi di alcuni giocatori allenati in passato che ritroverà in bianconero: “Ritrovo Di Tacchio e Bogdan che ho avuto a Salerno due anni fa e siamo andati in Serie A, dopo una cavalcata straordinaria, ritrovo Gnahoré che ho avuto a Carpi l’anno dell’incidente, in cui ha rischiato di lasciarci le penne. Ritrovo Viviano, che a 18 anni ho preso dalla Primavera del Brescia per portarlo in B a Cesena, quindi è stato una mia scoperta. Ho visto che gioca dopo 20 anni, quindi si è mantenuto bene. - continua Castori come si legge sul sito del club marchigiano - Bogdan mi dispiace sia infortunato, con me fece un gran campionato e segnò cinque gol a Salerno. Di Tacchio è sempre lo stesso, combattivo, tosto e generoso, Viviano ha maturato una grandissima esperienza. Al di là di questi nomi, conosco tutti gli altri perché mi tengo aggiornato e le partite che non vedo dal vivo le guardo in televisione”.

Spazio poi al possibile modulo con cui impostare la squadra: “Difesa a tre? Cerco di giocare in base alle indicazioni che mi arrivano dalle caratteristiche della squadra, bisogna essere elastici sulla tattica, invece i principi devono essere sempre quelli. Penso che questa squadra debba giocare con cinque centrocampisti, con due punte e tre difensori. Poi fra i centrocampisti ci può essere il play o il trequartista, ma in linea di massima i cinque del centrocampo mantengono più alti e più aggressivi davanti. La squadra funziona se tutti fanno la fase difensiva e quella offensiva”.

Infine un pensiero sulla piazza che ritrova: “Qui bisogna incendiare la piazza, qui ci dobbiamo salvare, anche se ci sono limiti tecnici questi passano in secondo piano perché si sopperisce con cattiveria, con la determinazione e con la voglia di fare risultato. Bisogna mettere il fuoco in campo. I calciatori si devono guadagnare il posto ogni giorno perché faccio la formazione l’ultimo giorno, dopo l’ultimo allenamento”.

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