Caserta: "Non mi spaventano le difficoltà. Son a Empoli per centrare l'obiettivo salvezza"
Giornata di presentazione in casa Empoli, con il neo tecnico Fabio Caserta prossimo all'esordio sulla panchina azzurra: sabato, subito una sorta di scontro diretto, con il Mantova, che arriverà al 'Castellani'.
A parlare in conferenza, proprio il citato allenatore: "Fare l'allenatore per l'Empoli è un grande onore, ringrazio il presidente e il Ds per avermi dato l'occasione di misurarmi con una piazza storica, e ho davvero tanto entusiasmo. Non mi preoccupa il momento di difficoltà, non c'è da pensare a cosa è stato, c'è solo da pensare a quello che c'è da fare nelle nove finali che ci mancano per centrare il nostro obiettivo: le premesse iniziali erano diverse, è vero, ma il calcio è strano, e nell'arco di una stagione può succedere di tutto. Non voglio guardare la classifica, voglio solo pensare al Mantova, contro il quale sarà una gara difficile. Ho trovato però un gruppo di ragazzi volenterosi, applicati, non al massimo sotto l'aspetto mentale, come è normale che sia, e sarà su questo ciò su cui lavoreremo: dobbiamo giocare con la tranquillità di una squadra che crede nei propri mezzi, perché è la paura che fa sbagliare".
Aggiunge quindi: "Il sistema di gioco conta fino a un certo punto, conta più l'interpretazione che si dà al sistema di gioco. Voglio semmai vedere certe cose nelle due fasi di gioco, oltre il modulo, e di questo ne ho parlato con la squadra, sanno cosa chiedo: io voglio una squadra che ha voglia di ottenere il risultato, e già sabato sarà importante ritrovare la vittoria, unica medicina per superare i problemi. Fare grandi gare senza ottenere punti va bene una volta, non di più".
Conclude rispondendo a chi gli chiede il perché della risoluzione con il Bari, con il quale aveva un altro anno di accordo, per accettare un contratto di soli quattro mesi con i toscani: "A me del prossimo anno mi interessa poco, io sono qui con entusiasmo per ottenere risultati e per farmi apprezzare come uomo e come professionista. Il futuro si può scrivere solo così, facendo bene al presente. Non serve sempre pensare ai contratti, ho accetto i quattro mesi perché credo in questo progetto e nel mio lavoro".











