Empoli, il cambio non paga: Dionisi fa peggio di Pagliuca e ora i playout sono vicini
La stagione dell’Empoli, dopo la retrocessione, doveva essere quella della ricostruzione immediata. Il club toscano aveva scelto di ripartire da Guido Pagliuca, reduce dall'ottima esperienza con la Juve Stabia, con l'idea di lottare per tornare subito in Serie A. L'avvio, però, non ha convinto la dirigenza: dopo sette giornate l'Empoli era undicesimo con 9 punti, frutto di 2 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Una media di 1,29 punti a partita che, numeri alla mano, non era disastrosa ma giudicata insufficiente rispetto alle ambizioni. Da qui la decisione di cambiare rotta, nel tentativo di dare una scossa immediata.
Al suo posto è tornato Alessio Dionisi, tecnico che conosce bene l’ambiente e che in passato aveva già guidato i toscani. L’effetto nostalgia, però, non ha prodotto la svolta attesa. Dopo 17 partite, alla 24ª giornata, l’Empoli è dodicesimo, reduce da quattro sconfitte nelle ultime cinque gare, compresa quella contro la Juve Stabia, in un incrocio dal sapore particolare. I punti raccolti da Dionisi sono 19 (5 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte), con una media di 1,12 a partita: inferiore a quella del suo predecessore.
Il paradosso è tutto qui: Pagliuca è stato esonerato con una media punti migliore e con una classifica solo di poco distante dall’attuale. Oggi l’Empoli si ritrova a guardarsi alle spalle, con la zona playout distante appena quattro punti e un trend che preoccupa più dei numeri assoluti. La sensazione è che il cambio in panchina non abbia portato i risultati sperati: anzi, la squadra sembra aver perso certezze. E ora, più che i confronti statistici, serviranno risultati concreti per evitare che la stagione della ripartenza si trasformi in un'annata da incubo.











