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Reggiana, Rubinacci si presenta: "È un sogno per me, non mi sento affatto un debuttante"

Reggiana, Rubinacci si presenta: "È un sogno per me, non mi sento affatto un debuttante"TUTTO mercato WEB
Daniel Uccellieri
Oggi alle 22:19Serie B
Daniel Uccellieri

Lorenzo Rubinacci, nuovo allenatore della Reggiana, è stato presentato in conferenza stampa. Queste le sue parole riportate da TuttoReggiana.com

«Voglio ringraziare la proprietà, i presidenti e tutti i direttori che mi hanno scelto - ha sottolineato Rubinacci in apertura - Essere scelti è un onore, perché significa che ti riconoscono qualcosa di importante del tuo percorso. Sono contento che venga riconosciuta la mia passione, che è ciò che mi rappresenta di più. Amo questo mestiere: mi esprimo attraverso il lavoro e il calcio. Allenare la Reggiana è una possibilità incredibile, è un sogno per tanti. Oggi ho fatto il primo allenamento: alcuni li conoscevo già, altri li sto scoprendo. Tornare nello spogliatoio, cambiarmi lì, rivedere amici e collaboratori… mi sono sentito subito a casa».

C’è chi parla di una scelta “azzardata”, visto che in carriera ha spesso fatto il collaboratore o il vice.
«Non mi sento affatto un debuttante. Ho esordito come primo allenatore nel 1997 in Serie C2 e da lì non ho mai smesso di fare calcio. Fare il vice, il primo allenatore, lavorare in Primavera o andare in Africa, a Miami, in Serie A con Nesta o Giampaolo è la stessa cosa: amo questo lavoro, sono un professionista e sono sempre a disposizione. Non mi faccio problemi di ruolo».

Che squadra ha trovato e cosa pensa di cambiare?
«Ho visto partite giocate bene e altre meno, con alti e bassi: è la normalità del calcio. Un subentro arriva sempre quando qualcosa non funziona, l’ho vissuto anche io l’anno scorso a Monza. È un momento di sofferenza, come entrare in un frullatore. La prima cosa che ho fatto, già da oggi, è lavorare sul cambiamento: se vogliamo invertire il trend serve un cambiamento emotivo. Serve equilibrio emotivo subito, che è il segreto dello sport e anche della vita. Voglio entrare nel cuore dei giocatori, devo voler loro bene da subito, con difetti, limiti e sofferenze. Credo nel percorso di cambiamento: dobbiamo togliere le cose negative e cambiare le facce. A volte basta questo».

Alessandro Nesta cosa le ha detto?
«È un amico, un fratello minore, un maestro. Mi commuovo a parlarne. Di sicuro è il nostro primo tifoso».

Riproporrà il famoso discorso fatto prima del derby con il Parma che era diventato virale sui social?
«Quello me lo tengo per la gara di domani. Oggi ho toccato il tema del cambiamento: il cervello permette di cambiare subito, e questo percorso è già iniziato».

Lavorerà molto sulla fase difensiva?
«Bisogna vincere le partite, partiamo da qui. In Serie B bisogna sapersi sporcare le mani, tutti. Giocare bene per 70 minuti va bene, ma oggi tutti sono preparati: vinci e perdi con chiunque. Gestire il successo in Serie B è difficilissimo, l’equilibrio difensivo è fondamentale. Ma prima di tutto bisogna stare dentro le partite, difendere sull’ultimo corner, sull’ultima rimessa laterale. Siamo pronti a sporcarci le mani e ad andare avanti».

Come ha vissuto questi mesi senza panchina?
«Come tutti gli allenatori: ho studiato, visto partite e fatto grandi passeggiate. Non ho grandi hobby».

Il derby con il Mantova è alle porte: che partita si aspetta?
«È una gara importante, ma non da dentro o fuori come dice qualcuno: il campionato è lungo e il calcio resta vivo fino all’ultimo minuto. Noi dobbiamo vincere per la nostra gente, per riportarla allo stadio e farci aiutare. Il legame tra squadra e pubblico è un binomio troppo importante».

Cosa teme dei virgiliani?
«Sarà una partita sporca. Con Modesto hanno cambiato totalmente stile di gioco rispetto a prima: ha messo i giocatori nelle posizioni giuste, dato un ritmo e una mentalità diversa. Stanno facendo molto bene. Noi dovremo essere più bravi di loro per vincere».

Sulla carta questa Reggiana è più forte di quella allenata con Nesta?
«Io amo tutte le squadre che ho allenato. È un paragone che oggi non posso fare. Alla fine della stagione darò una risposta».

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