Sampdoria, Gregucci duro: "Non siamo qui a pettinare le bambole"
Il tecnico della Sampdoria, Angelo Gregucci, ha parlato in conferenza stampa al termine della sfida che ha visto i blucerchiati soccombere nel derby contro lo Spezia del 'Picchi'.
Queste le sue dichiarazioni: «Abbiamo avuto 9 calci d’angolo contro i loro 4, eppure la nostra pericolosità è stata minima» spiega. «Creiamo molte situazioni ma non pungiamo. Loro fanno il minimo indispensabile e ci puniscono. Il primo tempo era sotto controllo, ma in tutta la partita ho avuto la sensazione di non essere mai davvero pericolosi».
«Abbiamo provato a mettere in campo tutto il nostro potenziale, ma la verità è innegabile: creiamo troppo poco. Bastava poco per portare a casa un punto. Dobbiamo abbassare la testa e lavorare. Il gol, per noi, è un problema evidente».
«Hai otto palle gol e non tiri mai in porta. Lo Spezia fa un tiro e mezzo e vince. Dobbiamo insistere e lavorare su questo aspetto, anche con testardaggine. Non siamo qui a pettinare le bambole. La squadra crea, qualche trama buona c’è, ma arrivare al gol è un’impresa».
«Pafundi? Bisogna chiedere ai medici, ma mi è sembrato rientrare bene. Non credo sia nulla di grave».
«L'ingresso di Barak? Cercavamo qualità, eravamo sotto nel punteggio. Con Pedrola e Cherubini sugli esterni creiamo uno contro uno, ma quando la palla arriva in area manca la capacità di concretizzare. Per prendere gol basta poco, per farlo molto di più».
«Sulle palle inattive lavoriamo tanto, ma evidentemente non basta. Pressione? Non credo. È la partita che conta: se batti dieci angoli devi creare più occasioni, invece succede l’opposto. Dobbiamo cambiare mentalità. Quel gol non andava preso, ed è un problema che si ripete da inizio campionato».
«L’unica medicina è lavorare di più. Stare a casa e non provare non serve. Il risultato fa male perché siamo ricaduti in un errore ormai costante».













